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Milan e Olimpia: quale strada per entrare in NBA Europe

Gerry Cardinale potrebbe scegliere tra l'acquisto dell'Olimpia Milano o la fondazione di un nuovo progetto Milan Basket per partecipare al piano NBA Europe, puntando su un rebranding graduale e su un'arena da 20.000 posti

Il dibattito attorno al possibile ingresso di Milano nel progetto NBA Europe è diventato centrale nel panorama sportivo: l’ipotesi principale vede coinvolto Gerry Cardinale, proprietario dell’AC Milan e fondatore di RedBird Capital, che sta valutando se integrare l’Olimpia Milano nel progetto o creare una franchigia ex novo con il marchio rossonero.

L’interesse nasce dalla volontà di trasferire in Europa modelli di business, infrastrutture e appeal simili a quelli della NBA, con ricadute economiche e di immagine per il territorio.

Al centro della strategia c’è anche la disponibilità dell’area di San Donato, già nella sfera del Milan: un sito che potrebbe ospitare una arena da 20.000 posti e un polo multifunzionale capace di aggregare squadre giovanili, il Milan Femminile e spazi per eventi, trasformando l’investimento in un catalizzatore per l’intero ecosistema sportivo cittadino.

Le due strade possibili

Cardinale ha davanti due opzioni concrete: la acquisizione dell’Olimpia Milano o la creazione di un’ipotetica AC Milan Basket da zero. L’acquisto permetterebbe di sfruttare una realtà già radicata, con una base di tifosi consolidata e una storia importante; il costo stimato per questa operazione è compreso tra i 100 e i 150 milioni di euro, cifra che riflette il valore storico e commerciale della società. Creare una nuova franchigia, invece, sarebbe più rapido e meno oneroso in termini immediati, ma comporterebbe sfide legate all’ingresso nei campionati nazionali e alla costruzione di un’identità sportiva credibile.

Pro e contro dell’acquisizione

L’opzione di acquisire l’Olimpia offre il vantaggio di partire da una struttura preesistente, evitando di dover costruire fan base e infrastrutture da zero. Tuttavia, il passaggio richiederebbe un negoziato delicato con gli attuali azionisti e gli eredi di Giorgio Armani, custodi di un patrimonio di immagine e valori che non possono essere banalmente trasferiti. Il rebranding, in questo scenario, verrebbe graduato nel tempo: un processo di 3-5 anni potrebbe preservare radici storiche mentre si allinea il progetto agli standard richiesti dall’NBA Europe.

Verso un hub sportivo a San Donato

San Donato rappresenta l’elemento logistico e strategico che potrebbe inclinare la bilancia. Il terreno, già di proprietà del Milan, è ideale per realizzare un palazzetto moderno da 20.000 posti, pensato secondo i criteri della lega americana: logistica efficiente, aree hospitality, spazi per media e centri di allenamento satellite. Questo tipo di infrastruttura non sarebbe solo una sede di gare, ma un vero centro d’attrazione per eventi, ricavi commerciali e sviluppo urbano.

Impatto economico e prospettive

Dal punto di vista finanziario il progetto è ambizioso: si parla di investimenti iniziali rilevanti, con proiezioni che suggeriscono come un insieme di operazioni immobiliari e sportive possa moltiplicare il valore complessivo dell’entità Milan fino a cifre molto più elevate nel medio termine. L’ipotesi descritta indica la possibilità di un investimento compreso in un ordine di grandezza importante che, se accompagnato da una strategia commerciale e mediatica efficace, potrebbe portare a una crescita significativa del valore patrimoniale entro alcuni anni.

Questioni sportive e sociali

Oltre agli aspetti economici, la scelta tra acquisire l’Olimpia o creare un Milan Basket comporta conseguenze sul piano sociale e sportivo: una nuova squadra potrebbe generare tensioni tra le tifoserie cittadine, mentre un’acquisizione e un rebranding graduale offrono una via per integrare le identità esistenti. La partecipazione a un campionato continentale come NBA Europe imporrebbe inoltre un adeguamento degli standard sportivi e organizzativi, con necessità di garantire licenze e requisiti per la competizione.

Un modello ispirato alla NBA

Il progetto ambisce a importare elementi del modello americano: licenze chiuse, economie di scala nei diritti televisivi e nella gestione dei ricavi commerciali, oltre a un’organizzazione più centralizzata. L’obiettivo è creare una franchigia europea che dialoghi efficacemente con gli sponsor, i broadcaster e il pubblico internazionale, pur mantenendo una radice locale solida grazie al patrimonio storico dell’Olimpia o al peso del brand Milan.

La decisione finale spetterà a Cardinale e alla sua valutazione strategica: equilibrio tra investimento, rispetto delle identità esistenti e capacità di creare un progetto sostenibile nel lungo periodo. Qualunque scelta venga fatta, Milano si trova al centro di una potenziale trasformazione che può ridefinire non solo il basket cittadino, ma la geografia sportiva europea.

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