Milano espugna il PalaRadi per 86-67: Brooks è il miglior realizzatore, Poeta si conferma a buon livello, mentre la Vanoli paga le assenze e i problemi offensivi che ne hanno compromesso la prestazione.

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EA7 armani milano ha ottenuto una vittoria netta sul campo della Vanoli Cremona al PalaRadi, imponendosi per 86-67. La formazione allenata da Peppe Poeta ha preso il controllo dopo il primo quarto e ha mantenuto il predominio per l’intera durata dell’incontro.
I dati di gioco evidenziano una distribuzione dei punti più ampia da parte di Milano, percentuali al tiro superiori e un maggior numero di rimbalzi offensivi e difensivi rispetto agli avversari. Cremona ha risentito dell’assenza di due pedine chiave e di una serata offensiva poco efficiente, fattori che hanno inciso sull’esito finale della gara.
I numeri
Milano ha chiuso con 86 punti, vantando migliori percentuali al tiro e una rotazione più profonda. La squadra ha prevalso nella lotta a rimbalzo e ha distribuito i canestri su più interpreti, riducendo la dipendenza dai singoli. Cremona si è fermata a 67 punti, pagando l’assenza di due giocatori titolari e una produzione offensiva sotto la media.
Il contesto di mercato
Dal lato competitivo, la partita conferma la capacità di Milano di gestire il calendario pur ruotando alcuni titolari per la gestione delle energie. Il risultato rafforza la posizione della squadra nel gruppo di vertice e rappresenta un segnale di profondità di roster rispetto alle concorrenti che faticano a sostituire assenze importanti.
La partita: andamento e svolte
Dopo il primo quarto equilibrato, la squadra meneghina ha accelerato. Milano ha aperto con iniziative di Tonut e due triple iniziali, imponendo un parziale che ha forzato il primo time-out avversario. In attacco i lombardi hanno alternato tiri da fuori, penetrazioni e gioco interno, supportati da un lavoro sui rimbalzi offensivi che ha creato seconde opportunità e incrementato il volume di tiro.
Il momento chiave
Il cambio di passo è avvenuto nella seconda frazione, quando Ricci e Brooks hanno guidato un parziale decisivo che ha spinto il vantaggio oltre la doppia cifra. La Vanoli ha provato a rispondere con canestri di Veronesi, Durham e Grant, ma le scelte offensive e la gestione dei falli, con Anigbogu condizionato dalle penalità personali, hanno limitato la capacità di recupero. Il controllo dei rimbalzi e la precisione nelle uscite difensive hanno mantenuto il divario nei restanti minuti.
Giocatori e numeri
I dati di mercato mostrano come il controllo dei rimbalzi e la circolazione di palla abbiano deciso l’esito della partita. Brooks è stato il miglior realizzatore con 21 punti. Ricci e LeDay hanno fornito contributi importanti in fase offensiva. Milano ha totalizzato 20 assist contro gli 11 di Cremona e ha dominato a rimbalzo (41 a 33). Questi elementi spiegano la differenza nel punteggio e la continuità offensiva della squadra meneghina.
Prestazioni di Cremona
Per la Vanoli i principali terminali offensivi sono stati Durham, autore di 18 punti, e Veronesi con 14. Grant ha aggiunto 11 punti e 6 rimbalzi, fornendo presenza sotto canestro. Le percentuali al tiro di Willis e Ndiaye sono risultate insufficienti per invertire il trend. Secondo le analisi quantitative, l’assenza di soluzioni offensive alternative quando il pick & roll perde efficacia ha limitato le possibilità di ritorno della squadra cremonese.
Contesto tecnico e tattico
Coach Poeta ha rimodulato la rotazione inserendo i giocatori recuperati e sfruttando la profondità della panchina per gestire energie e intensità. L’approccio milanese è stato pragmatico: difesa attenta sui tagli e sulla circolazione del pallone, con selezione di tiri mirati per sfruttare i mismatch. La squadra ha privilegiato soluzioni di finalizzazione rapide dopo rimbalzi difensivi, limitando le transizioni offensive avversarie. Dal lato cremonese, la mancanza di alternative offensive quando il pick & roll ha perso efficacia ha ridotto le possibilità di ritorno.
Fattori che hanno deciso la gara
I fattori determinanti sono stati il controllo del ritmo da parte di Milano, la superiorità nei rimbalzi e la lucidità nelle fasi decisive. Le penalizzazioni per falli prematuri di alcuni lunghi hanno complicato il lavoro difensivo di coach Brotto, costringendo a cambi tattici e a maggiore utilizzo della panchina. Secondo le analisi, la capacità di Milano di convertire occasioni da secondi possessi ha inciso in modo significativo sull’esito finale. In chiave prospettica, la gestione dei falli e la profondità del roster restano variabili centrali per le prossime gare.
Bilancio e prospettive
La gestione dei falli e la profondità del roster restano variabili centrali per le prossime gare. A Cremona la sconfitta ha lasciato un clima di delusione, ma il tecnico ha sottolineato l’impegno della squadra e la necessità di resettare in vista della pausa programmata. Le settimane di pausa saranno impiegate per reintegrare il nuovo arrivo Udom e per il recupero di Casarin, elementi attesi rinforzare l’organico al ritorno in campo.
Per Milano la prestazione offre un segnale positivo in prospettiva degli impegni successivi. Il gruppo ha dimostrato capacità di risposta alle assenze e di adattamento tattico, trovando soluzioni efficaci pur con rotazioni differenti.
Statistiche salienti
Il tabellino finale recita 86-67, con parziali di 20-23, 31-48, 48-71 nei primi tre quarti. Milano ha schierato 11 giocatori a referto. Cremona ha pagato alcune serate negative al tiro e una minore disponibilità fisica rispetto all’avversario, fattori che hanno inciso sul rendimento nel secondo e terzo quarto.
La serata al PalaRadi ha confermato la solidità dell’Armani Milano e messo in luce le difficoltà temporanee della Vanoli Cremona, soprattutto dopo percentuali di tiro ridotte e minore disponibilità fisica rispetto all’avversario. La squadra cremonese sfrutterà la pausa del calendario per lavorare sul recupero degli infortunati e sul consolidamento della fiducia del gruppo. Sul breve termine, lo staff tecnico dovrà prioritizzare gestione dei carichi e rotazioni per evitare ricadute nelle prossime gare.





