Giacomo Bertagnolli, insieme alla guida Andrea Ravelli, domina la combinata vision impaired alle Paralimpiadi Milano Cortina 2026 e regala un altro capitolo alla sua carriera straordinaria

La pista delle Tofane ha scritto un nuovo capitolo dello sci alpino paralimpico con la vittoria di Giacomo Bertagnolli nella Combinata maschile categoria Vision Impaired alle Paralimpiadi Milano Cortina 2026. In coppia con la guida Andrea Ravelli, Bertagnolli ha ripetuto la gioia di Pechino e confermato la sua leadership nella disciplina, costruendo il successo su due manche complementari e molto diverse tra loro.
La prova ha il sapore della continuità e della concretezza: dopo un Super‑G disputato con intelligenza e un successivo slalom aggressivo e pulito, l’azzurro ha chiuso con il cronometro che recitava 1:56.42, precedendo il britannico Neil Simpson di 65 centesimi. Il risultato si inserisce in un contesto più ampio per la spedizione italiana, che ha accumulato medaglie e conferme nelle gare delle Tofane.
La dinamica della gara: dal Super‑G allo slalom
La combinata è una prova di equilibri: la prima manche, il Super‑G, premia velocità e scelte di linea, mentre la seconda, lo slalom, richiede rapidità di cambio assetto e precisione. Bertagnolli e Ravelli hanno sfruttato la manche di discesa per prendere il comando con un tempo di riferimento di 1:13.53, margine minimo ma significativo in una gara così corta. Nella seconda frazione, l’azzurro ha impostato un ritmo alto, limitando gli errori e capitalizzando sul lavoro di guida: la manche di slalom è stata completata in 42.89 secondi, sufficiente a consolidare l’oro.
Numeri chiave e avversari
I dati raccontano la distanza agonistica: dietro a Bertagnolli si è piazzato Neil Simpson con 1:57.07, mentre il podio si è completato con Johannes Aigner a breve distanza. Il confronto tra atleti è stato molto serrato già tra i cancelletti: piccoli margini nel Super‑G hanno reso decisiva la prova di slalom, dove la capacità di mantenere costanza di ritmo e scelta di traiettoria ha fatto la differenza.
Impatto sulla carriera di Bertagnolli e sul team azzurro
Il successo porta numeri e prospettive: per Giacomo Bertagnolli questa vittoria rappresenta una tappa importante nella sua bacheca personale, contribuendo a consolidare il suo ruolo tra gli atleti più decorati del movimento paralimpico italiano. La medaglia è frutto di un lavoro pluriennale e della sintonia con la guida Andrea Ravelli, un binomio che ha dimostrato capacità di adattamento e gestione della pressione nelle gare più importanti.
Le dichiarazioni e il clima nello staff
Le parole raccolte nel post‑gara sottolineano soddisfazione e determinazione: Bertagnolli ha evidenziato che l’oro era il frutto di anni di preparazione e che il team ha saputo attraversare imprevisti mantenendo fiducia reciproca. Ravelli ha descritto l’adrenalina del momento e la sensazione di aver raggiunto un obiettivo pesante sul piano emotivo e tecnico. Anche i compagni di squadra come Chiara Mazzel, Federico Pelizzari e Renè de Silvestro hanno contribuito al clima positivo con podi e piazzamenti, alimentando la corrente di entusiasmo per il gruppo azzurro.
Bilancio della giornata e prospettive per i prossimi impegni
La giornata sulle Tofane ha portato all’Italia una combinazione di risultati che vale un importante bottino: oltre all’oro di Bertagnolli, gli azzurri hanno raccolto altri piazzamenti di pregio, contribuendo a portare la squadra a quota 9 medaglie complessive ai Giochi. Lo staff guarda avanti con fiducia: rimangono gare tecniche come il Gigante e lo Slalom dove alcuni atleti possono ancora ambire al podio, mentre la macchina organizzativa e il morale del team sembrano ben calibrati per affrontare le prossime sfide.
In sintesi, la combinata maschile ha confermato la forza di un atleta che sa esprimersi su più fronti e il valore di un sistema di supporto consolidato: la vittoria di Giacomo Bertagnolli è al tempo stesso un successo personale e una pagina significativa per lo sci alpino paralimpico italiano.





