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Argelati, la riqualificazione pensata dalla città

Un processo di ascolto ha coinvolto oltre 500 persone per definire una visione condivisa sulla riqualificazione della Piscina Argelati, dalla copertura alle funzioni sociali

Argelati, la riqualificazione pensata dalla città

La discussione pubblica sulla Piscina Argelati si è conclusa il 7 aprile con l’ultimo incontro di restituzione, dopo un percorso che ha messo al centro l’ascolto dei residenti e delle realtà locali. L’iniziativa, promossa dal Comune di Milano e gestita da FROM Collective, aveva l’obiettivo di raccogliere idee e priorità utili a orientare la progettazione e la futura gestione dell’impianto balneare, oggi chiuso dal 2026 per problemi strutturali e impiantistici.

Questo processo è stato pensato come fase preliminare a un concorso internazionale di progettazione e al successivo affidamento a Milanosport.

Il percorso partecipativo ha utilizzato modalità diverse per coinvolgere la città: incontri pubblici, questionari online, interviste qualitative e un open day per osservare la struttura dal vivo. Tutti i contributi raccolti confluiranno nel Documento di Indirizzo alla Progettazione (il DIP), che costituirà il riferimento per i progettisti chiamati al concorso, con l’obiettivo di arrivare al progetto vincitore nei primi mesi del 2027.

Metodo e numeri del processo partecipativo

Il lavoro di ascolto è iniziato il 18 febbraio e si è sviluppato in circa due mesi, adottando un approccio multicanale. Sono stati raccolti oltre 450 questionari online, svolte 23 interviste qualitative con stakeholder ed esperti e acquisiti centinaia di contributi cartacei e dossier da parte di associazioni e soggetti interessati. L’open day del 14 marzo ha permesso a cittadini e operatori di vedere lo stato dell’impianto e di formulare osservazioni dirette. Complessivamente il percorso ha intercettato più di 500 persone, molte delle quali radicate nel quartiere: oltre il 60% dei rispondenti abita entro 15 minuti dalla piscina e la maggioranza ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni.

Un coinvolgimento trasversale

Il profilo dei partecipanti mostra un interesse che va oltre l’utenza sportiva tradizionale: tra i contributi arrivati ci sono proposte da realtà legate al teatro e alla musica, oltre che suggerimenti di operatori del sociale e dell’istruzione. Questo mix testimonia come la riqualificazione sia percepita come una questione pubblica che investe più dimensioni della vita di quartiere, non limitandosi al puro recupero funzionale dell’impianto natatorio.

Linee guida emerse e funzioni richieste

Dall’analisi dei materiali raccolti è emersa una direzione condivisa: trasformare l’Argelati in una piscina pubblica, inclusiva e accessibile, anche sul piano economico. Tra le indicazioni prevalenti c’è la volontà che l’impianto non sia più stagionale ma possa vivere tutto l’anno: il Documento di Fattibilità predisposto dal Comune suggerisce, come soluzione possibile, la realizzazione di una copertura mobile sulle vasche per garantire attività anche nei mesi freddi.

Spazi complementari e funzioni sociali

Per gli ambienti attorno alle vasche i cittadini hanno proposto programmi legati alla salute, al benessere e all’avvicinamento all’acqua, oltre a spazi educativi e sportivi destinati alle scuole e ai giovani. L’idea ricorrente è che l’impianto affianchi la sua tradizionale vocazione ludico-sportiva con una funzione sociale più ampia, includendo attività serali e servizi pensati per diverse fasce d’età, dai ragazzi agli anziani.

Esterni, relazione con il quartiere e investimenti

Un tema ricorrente nei contributi riguarda gli spazi esterni, oggi ritenuti tra i punti più critici dell’intervento. Le richieste più frequenti si concentrano sulla creazione di aree verdi e ombreggiate, su spazi di sosta e incontro e su migliori collegamenti pedonali e ciclabili con il quartiere. In questo senso la riqualificazione è vista non solo come restauro di un edificio, ma come occasione per ripensare il rapporto tra impianto e città, rispettando il progetto originale dell’architetto Arrigo Arrighetti.

Dal punto di vista finanziario, l’Amministrazione ha previsto per il 2026 un investimento pubblico di 28 milioni di euro destinato al risanamento conservativo, alla copertura delle vasche, alla sistemazione degli spazi esterni e al miglioramento delle connessioni con il territorio. Il passo successivo sarà trasformare le indicazioni emerse nel DIP e lanciare il concorso internazionale di progettazione, per giungere poi all’affidamento gestionale a Milanosport e alla realizzazione di un progetto che interpreti le aspettative della comunità.

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