La mozione regionale punta su prevenzione, integrazione del Fascicolo Sanitario Elettronico e potenziamento della rete territoriale per ridurre costi e complicanze legate a obesità e diabete

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I dati indicano che in Lombardia il peso corporeo e le malattie metaboliche sono al centro dell’attenzione istituzionale. Quasi un adulto su tre risulta in sovrappeso e circa il 10% degli adulti è classificato come obeso. Tra i giovani la situazione è più critica: intorno al 23% degli alunni di 8 e 9 anni presenta problemi di peso.
Le malattie metaboliche comprendono condizioni come obesità e diabete, che aumentano il rischio di patologie cardiovascolari e altre complicanze.
Di fronte a questi numeri, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una mozione bipartisan per rafforzare la prevenzione e la gestione di obesità e diabete sul territorio. Il provvedimento punta a coordinare interventi sanitari, programmi educativi nelle scuole e misure di sorveglianza epidemiologica per ridurre l’impatto delle malattie metaboliche sulla popolazione.
Il documento nasce dall’intervento dell’intergruppo consiliare Diabete, obesità e stili di vita, composto da esponenti di maggioranza e opposizione. L’obiettivo è prevenire le complicanze metaboliche e contenere l’impatto economico sul sistema sanitario regionale, stimato in centinaia di milioni di euro all’anno. I dati già citati nelle sezioni precedenti contestualizzano la necessità di interventi precoci.
Obiettivi della mozione e strumenti proposti
La mozione indica linee d’azione sinergiche che vanno dall’educazione sanitaria a modifiche organizzative. Tra le proposte prevalenti vi è il completamento dell’integrazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, volto a migliorare la qualità e la disponibilità dei dati clinici per il monitoraggio e la presa in carico multidisciplinare.
Si propone inoltre di valutare la creazione di un registro regionale dell’obesità, finalizzato alla sorveglianza epidemiologica e alla programmazione di interventi mirati. Dal punto di vista strategico, il registro dovrebbe supportare la misurazione degli esiti clinici e l’allocazione delle risorse.
I dati mostrano un trend chiaro: il rafforzamento dei sistemi informativi facilita il coordinamento delle politiche preventive. Il framework operativo delineato nelle sezioni successive dovrà tradurre queste raccomandazioni in fasi attuabili e milestone verificabili.
Rafforzare la rete dei servizi
Il documento propone il potenziamento della Rete diabetologica regionale per garantire coordinamento operativo tra medici di base, specialisti e le Case di comunità. L’obiettivo è uniformare i percorsi diagnostici e terapeutici su tutto il territorio. Dal punto di vista strategico, la misura punta a ridurre ricoveri e complicanze attraverso interventi integrati e tempestivi.
Azioni concrete implementabili: definire percorsi condivisi di presa in carico; ampliare l’accesso ai dispositivi di automonitoraggio; rafforzare i servizi per il piede diabetico con équipe multidisciplinari. Il framework operativo dovrà specificare responsabilità, milestone e indicatori di performance per la prima fase di attuazione.
Prevenzione nelle scuole e promozione degli stili di vita
Dopo la definizione del framework operativo, il documento passa all’intervento precoce nelle scuole. Si propone di intensificare l’educazione alimentare, ampliare le ore di scienze motorie e promuovere iniziative come le cosiddette palestre della salute. Palestre della salute indica spazi scolastici dedicati all’attività motoria guidata e all’educazione al benessere. L’obiettivo è creare ambienti che favoriscano abitudini corrette sin dall’infanzia, poiché la prevenzione comportamentale riduce il rischio di complicanze metaboliche in età adulta.
Azioni sul territorio
Sul territorio la mozione prevede il rafforzamento delle campagne di informazione e degli screening mirati. Si intende implementare programmi di attività motoria accessibili e facilitare collaborazioni tra scuole, servizi sanitari e realtà associative. La rete di interventi mira a integrare promozione della salute, diagnosi precoce e percorsi di cura personalizzati. Tra gli sviluppi attesi vi sono protocolli condivisi per la segnalazione precoce dei casi a rischio e indicatori di monitoraggio per valutare l’impatto delle azioni.
Impatto economico e numeri per comprendere l’urgenza
A seguito dell’introduzione dei protocolli condivisi e degli indicatori di monitoraggio, il quadro economico conferma la necessità di interventi strutturati. I dati mostrano un trend chiaro: l’onere stimato sul sistema sanitario regionale si aggira attorno a 800 milioni di euro all’anno. Il fenomeno interessa un ampio numero di persone: si parla di oltre 500.000 persone che convivono con il diabete nella regione, con stime riferite al diabete di tipo 2 che possono avvicinarsi o superare i 700.000 casi. Dal punto di vista strategico, queste cifre giustificano misure preventive e organizzative coordinate tra servizi sanitari, scuole e servizi sociali. Restano necessari monitoraggi periodici per valutare l’efficacia delle azioni e aggiornare le priorità di intervento.
Conseguenze cliniche dell’obesità
Restano evidenti le ricadute sanitarie dell’obesità, che costituisce un fattore di rischio per numerose condizioni croniche. Tra queste figurano patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcuni tumori, apnee notturne, artrosi e disturbi psichici come la depressione. Per la tutela della popolazione la mozione sollecita interventi anche sul fronte della qualità dell’offerta sanitaria, con misure specifiche contro l’abusivismo professionale nel campo della nutrizione.
Ruolo dei rappresentanti e prossimi passi
La mozione è stata presentata e sostenuta da più figure politiche, tra cui Silvia Scurati. L’iniziativa nasce dal lavoro congiunto dei consiglieri Claudia Carzeri, Carmela Rozza, Silvia Scurati e Alessia Villa, che hanno costituito l’Intergruppo nel 2026. Ora la Regione è chiamata a tradurre il documento in misure operative: definire risorse, tempi e responsabilità per l’attuazione delle azioni indicate.
Dal punto di vista procedurale la Giunta regionale dovrà predisporre una programmazione che includa monitoraggi periodici per valutare l’efficacia degli interventi e aggiornare le priorità. I passi successivi comprendono l’assegnazione delle risorse e la nomina di soggetti responsabili per la rendicontazione e il controllo delle misure adottate.
Le misure successive prevedono l’assegnazione delle risorse e la nomina dei soggetti responsabili della rendicontazione e del controllo delle misure adottate.
La mozione approvata all’unanimità propone un cambio di paradigma: ridurre gli interventi emergenziali e potenziare politiche permanenti di prevenzione, monitoraggio e gestione integrata. Il modello indica una transizione dalla risposta episodica a un approccio sistemico basato su interventi continuativi.
Gli obiettivi indicati includono la riduzione delle complicanze cliniche, il miglioramento della qualità della vita dei cittadini e il contenimento dei costi sanitari. Dal punto di vista operativo, la sfida principale rimane l’attuazione pratica delle misure e il coordinamento tra istituzioni, operatori sanitari e comunità locale.
Il piano operativo dovrà definire indicatori di performance, tempi certi per l’erogazione delle risorse e procedure di monitoraggio. I prossimi passi sono la formalizzazione del cronoprogramma e l’avvio dei primi report di rendicontazione.





