Il Consiglio regionale approva una relazione che trasforma la sicurezza da adempimento a competenza: focus su Safety by Design, formazione pratica, potenziamento ispettivo e inclusione linguistica per i lavoratori stranieri

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AGGIORNAMENTO ORE — Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dopo oltre due anni e mezzo di lavori e numerose audizioni con parti sociali, esperti e istituzioni.
Il documento propone di superare la logica della mera conformità normativa per promuovere la cultura della sicurezza come valore aziendale e investimento strategico.
I fatti
La Commissione ha raccolto contributi da rappresentanti sindacali, datoriali e tecnici. Le audizioni hanno riguardato casi aziendali, sistemi di prevenzione e criticità nei controlli.
Il Consiglio regionale ha votato il testo dopo il deposito della relazione conclusiva. Il provvedimento sintetizza le proposte emerse durante l’attività istruttoria.
Perché cambia l’approccio
Secondo la relazione, la normativa non è sufficiente. Serve una trasformazione culturale per ridurre gli infortuni e le malattie professionali. Il documento indica la necessità di integrare prevenzione, formazione e monitoraggio continuo.
Sul posto i nostri inviati confermano che la discussione politica continuerà nelle prossime fasi istituzionali. La situazione si evolve rapidamente: sono attesi sviluppi relativi all’attuazione delle misure proposte.
Un cambiamento di paradigma: dalla carta alla pratica
La relazione insiste sulla necessità di trasformare la formazione burocratica in percorsi continuativi, contestualizzati e orientati alla pratica. La proposta mira a integrare la prevenzione all’interno dei processi produttivi e progettuali. L’intento è evitare che la sicurezza resti un adempimento finale e trasformarla in parte integrante dell’innovazione aziendale.
Il concetto di Safety by Design
Il documento promuove il Safety by Design, cioè l’integrazione della safety nelle fasi iniziali di progettazione. Lo scopo è ridurre i rischi tramite scelte progettuali, layout e procedure già in fase di concezione. In questo modo si favorisce una gestione proattiva dei rischi sul lavoro.
Formazione ed efficacia
Per garantire la continuità rispetto alla relazione precedente, la proposta privilegia percorsi formativi pratici e contestualizzati. I corsi devono includere aggiornamenti periodici, valutazioni oggettive dell’apprendimento e momenti di addestramento pratico replicabili sul luogo di lavoro.
Si raccomanda inoltre l’introduzione di moduli specifici per i rischi effettivi di ciascun contesto operativo. Le verifiche devono essere sostanziali e prevedere esercitazioni simulate con scenari realistici, per misurare competenze tecniche e comportamentali.
Inclusione, microimprese e linguaggio
Proseguendo dalle verifiche simulate, la relazione sottolinea un rischio concreto per i lavoratori stranieri. La barriera linguistica ostacola la comprensione delle procedure di sicurezza e aumenta l’esposizione a incidenti sul lavoro.
Per ridurre il rischio si raccomanda di potenziare la mediazione linguistica e i corsi di lingua italiana. Questi interventi devono essere pensati come strumenti preventivi e integrati nelle attività formative aziendali.
La relazione evidenzia inoltre che le micro e piccole imprese incontrano maggiori difficoltà nell’implementare misure di prevenzione e formazione adeguata. Per questo motivo sono necessari supporti mirati, finanziamenti dedicati e servizi territoriali di assistenza alle imprese.
Strumenti per le PMI e tracciabilità
Per questo motivo le proposte regionali puntano a misure operative rivolte alle imprese. Tra le iniziative figurano incentivi per piani di prevenzione mirati e maggiore tracciabilità nelle filiere degli appalti. Sono previste anche sperimentazioni come il fascicolo sociale e lavorativo del cittadino. Le misure intendono offrire strumenti concreti alle realtà produttive per migliorare la gestione del rischio e la responsabilità condivisa nelle catene di fornitura.
Raccomandazioni operative: regioni e governo
Il documento contiene ventuno raccomandazioni regionali e nove suggerimenti rivolti al Governo. A livello territoriale si chiedono potenziamento delle attività ispettive delle ATS e un rafforzamento del coordinamento tra enti. Si propone la creazione di un sistema di accreditamento e monitoraggio degli enti formatori. Inoltre si suggerisce l’introduzione di moduli obbligatori su salute e sicurezza nei percorsi scolastici e universitari. È prevista una verifica sull’attuazione delle raccomandazioni e sul loro impatto operativo.
Interventi richiesti al livello nazionale
A seguito della verifica sull’attuazione delle raccomandazioni, la Commissione chiede al Governo interventi al livello nazionale per rafforzare la prevenzione nei settori a rischio.
Le proposte comprendono assunzioni straordinarie di personale ispettivo e sanitario nei comparti ad alto rischio, la semplificazione normativa a favore delle imprese e campagne strutturate per diffondere la cultura della sicurezza. Si propone inoltre una piattaforma nazionale per il tracciamento formativo e la riforma dell’accreditamento degli enti formatori. Viene richiamata la necessità di valorizzare il ruolo del tecnico della prevenzione e di rafforzare la partecipazione dei lavoratori alla progettazione delle politiche di prevenzione.
Resta previsto un monitoraggio sull’implementazione delle misure e sulla loro efficacia operativa, con verifiche periodiche da parte degli organi competenti.
Reazioni politiche e continuità
A seguito del monitoraggio sull’implementazione delle misure, il presidente della Commissione, Samuele Astuti (PD), ha ribadito l’obiettivo di raggiungere zero vittime sul lavoro. Astuti ha invitato a tradurre le raccomandazioni in scelte concrete e durature. Ha inoltre ricordato che alcune proposte sono già state recepite nella normativa regionale recente. Le iniziative citate mirano a rafforzare la formazione in materia di salute e sicurezza.
La vicepresidente Silvana Snider (Lega) ha evidenziato la gravità degli infortuni mortali tra i lavoratori stranieri. Snider ha sottolineato l’importanza dell’integrazione linguistica come misura preventiva e propedeutica alla sicurezza sul lavoro. Entrambi i rappresentanti hanno auspicato la costituzione di gruppi di lavoro trasversali per garantire continuità alle azioni e promuovere la cultura della prevenzione anche nelle scuole.
Risorse e governance
La relazione richiama una legge regionale che destina risorse per la formazione in materia di salute e sicurezza per il triennio -2027. È previsto un investimento complessivo di 1,2 milioni di euro. Il documento propone l’istituzione di una Commissione speciale permanente per seguire l’attuazione delle misure suggerite.
Impatto e attuazione
Il piano articola interventi di innovazione progettuale e rafforzamento delle capacità ispettive. Mira a promuovere la prevenzione come pratica diffusa e sostenibile nelle realtà produttive della regione. La governance proposta prevede monitoraggio continuo e gruppi di lavoro trasversali per garantire la continuità delle azioni.





