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Come i Giochi di Milano-Cortina spingono l’unione delle competenze in Europa

A Casa Italia, incontri tra istituzioni, imprese e studenti hanno esplorato come i grandi eventi possano favorire la crescita delle competenze e accompagnare la transizione verde e digitale

Iniziativa su mercato del lavoro a Casa Italia

Durante i Giochi di Milano‑Cortina, la sede di Casa Italia ha ospitato un confronto sulle trasformazioni del mercato del lavoro e sul ruolo delle politiche europee per la formazione. L’evento è stato organizzato dalla Rappresentanza della Commissione europea a Milano in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina 2026.

Ha messo al centro l’Unione delle competenze e le ricadute concrete per studenti, istituzioni e imprese.

Partecipazione e obiettivi

All’incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo produttivo e numerosi giovani. Tra i presenti vi erano anche studenti delle scuole superiori, che hanno potuto dialogare con i relatori. L’obiettivo dichiarato è stato trasformare lo slancio dei grandi eventi internazionali in opportunità formative sostenibili per il territorio.

Il ruolo della rappresentanza territoriale

Claudia Colla, direttrice della Rappresentanza milanese, ha introdotto il dibattito richiamando il rapporto tra istituzioni europee e realtà locali. Ha definito la Rappresentanza come ponte utile a trasferire le decisioni di Bruxelles in interventi pratici sul territorio.

Secondo Colla, la funzione principale è doppia: ascoltare le istanze locali e tradurre le politiche europee in misure concrete. L’esempio citato riguarda iniziative per il Nord Italia finalizzate a rendere operativo il principio di unità nella diversità, attraverso progetti mirati ai bisogni dei cittadini.

Coinvolgimento dei giovani

La partecipazione degli studenti ha caratterizzato gli interventi successivi, che hanno posto l’accento sulle difficoltà di transizione tra scuola e lavoro. I relatori hanno indicato l’offerta di strumenti di orientamento come elemento chiave per ridurre il mismatch formativo.

Tra le proposte emerse, è stata sottolineata l’importanza dell’apprendimento permanente per aggiornare competenze e facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro. Sono state suggerite collaborazioni tra istituzioni, imprese e centri di formazione per sviluppare percorsi professionalizzanti replicabili sul territorio.

Strategie per la transizione verde e digitale

Nel corso dell’incontro a Milano, Mario Nava, direttore generale per Occupazione, Affari Sociali e Inclusione della Commissione europea, ha presentato la strategia denominata Unione delle competenze. Il progetto mira a rafforzare il capitale umano europeo per sostenere la transizione ecologica e la trasformazione digitale. L’obiettivo è facilitare la riqualificazione professionale necessaria per adattare le competenze alla domanda del mercato del lavoro.

Tre leve per affrontare la carenza di manodopera

Nava ha indicato tre strumenti principali per rispondere alla sfida demografica ed economica. Primo, aumentare la produttività degli attuali lavoratori attraverso investimenti mirati in formazione. Secondo, favorire una migrazione regolare e integrata per colmare i fabbisogni occupazionali. Terzo, incrementare la partecipazione femminile al mercato del lavoro con politiche di conciliazione e incentivi mirati.

Le tre leve devono essere accompagnate da investimenti nelle formazione tecnica e nel rafforzamento dei sistemi educativi pubblici. Nava ha sottolineato la necessità di percorsi professionalizzanti replicabili a livello locale, frutto di collaborazione tra istituzioni, imprese e centri di formazione. Il prossimo passo indicato prevede la definizione di pilot regionali per testare modelli di riqualificazione trasferibili su scala più ampia.

Formazione specialistica: l’esempio dell’acqua

Dopo la proposta sui pilot regionali, l’intervento ha indicato la creazione dell’Accademia europea dell’acqua, avanzata nel. Il progetto, coordinato dal Centro Comune di Ricerca di Ispra, mira a istituire un polo formativo dedicato alla gestione e alla governance delle risorse idriche. L’obiettivo è formare esperti capaci di affrontare le sfide della resilienza ambientale.

Competenze per la sostenibilità

L’Accademia è concepita come esempio pratico della trasformazione del mercato del lavoro indotta dalla transizione ambientale. Il modello intende integrare ricerca, policy e formazione per creare figure professionali specializzate. Queste figure dovrebbero essere in grado di gestire problemi complessi legati alla governance delle risorse e rispondere alle future esigenze occupazionali.

Sport, valori e mercato del lavoro

A Casa Italia, il dibattito ha collegato i risultati sportivi alle esigenze del mercato del lavoro. Esperti e rappresentanti istituzionali hanno sostenuto che disciplina, spirito di squadra e ricerca dell’eccellenza tipici dell’ambiente olimpico contribuiscono allo sviluppo professionale. L’ambassador di Casa Italia, Marta Maggetti, ha ricordato il valore delle competenze trasversali emerse nello sport e la loro trasferibilità nel contesto occupazionale.

L’evento ha voluto tradurre l’energia dei Giochi in proposte concrete sulle politiche di formazione e sull’organizzazione del mercato del lavoro. Le raccomandazioni hanno puntato a favorire la mobilità delle competenze, integrare criteri di sostenibilità nelle strategie formative e promuovere l’innovazione. I partecipanti hanno indicato la necessità di creare un ecosistema che coniughi esigenze occupazionali e obiettivi ambientali, generando opportunità durature per i giovani europei.

Il dibattito ha ribadito la necessità di investire nel capitale umano e in strutture formative mirate per tradurre gli stimoli internazionali in risultati concreti. Mercato del lavoro e società devono beneficiare di percorsi formativi che rispondano alle nuove domande occupazionali. Sono indicate misure per rafforzare l’offerta formativa e favorire l’inserimento professionale dei giovani, con monitoraggi periodici sull’impatto delle politiche adottate.

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