Il nuovo piano casa di Milano prevede oltre 2.100 alloggi per famiglie in difficoltà.
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Un piano ambizioso per affrontare l’emergenza abitativa
Il Comune di Milano ha recentemente approvato un piano casa per il 2025, un’iniziativa fondamentale per affrontare l’emergenza abitativa che colpisce numerose famiglie nella metropoli. Questo piano prevede l’assegnazione di 2.100 alloggi, di cui 1.870 destinati ai servizi abitativi pubblici. Di questi, 1.150 appartamenti saranno gestiti da Aler, mentre 720 saranno di competenza del Comune. Inoltre, sono previsti 230 alloggi per servizi abitativi transitori, pensati per nuclei familiari in grave difficoltà.
Aumento della quota di appartamenti popolari
Una delle novità più significative del piano è l’aumento della quota di appartamenti popolari assegnabili, che passa dal 20% al 40%. Questa misura è stata introdotta per tutelare le famiglie in stato di indigenza, con un Isee inferiore a 3.000 euro. Il consiglio comunale ha accolto questa proposta con favore, riconoscendo l’importanza di garantire un accesso equo alle abitazioni per le fasce più vulnerabili della popolazione.
Il piano casa include anche un emendamento proposto da Alessandro Verri della Lega, che prevede un incremento dal 8% al 10% degli alloggi a bando destinati alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco e alle forze armate. Questa decisione è stata motivata dalla necessità di promuovere un mix sociale nei quartieri popolari, come sottolineato dallo stesso Verri. È interessante notare che, su proposta di Enrico Marcora (Fdi) e Mariangela Padalino (Noi Moderati), è stata inclusa anche la polizia locale tra i beneficiari di queste misure.
Il piano casa non si limita alla creazione di nuovi alloggi, ma prevede anche un impegno per sostenere il mantenimento degli alloggi in locazione sul mercato privato. Ciò avverrà attraverso la promozione del canone concordato e lo sviluppo dell’offerta di housing sociale. Inoltre, è previsto il recupero degli alloggi sfitti, un passo fondamentale per ottimizzare le risorse abitative disponibili nella città. Tuttavia, alcune richieste, come quelle di includere assistenti sociali, educatori e insegnanti tra i beneficiari, sono state rimandate al 2026, evidenziando la complessità della situazione abitativa milanese.