L’inaugurazione, avvenuta venerdì 6 novembre, ha segnato l’avvio della nuova esposizione “Cent’anni Fo – La mirabolante vita di un uomo fatto d’arte” all’interno del Castello Visconteo di Legnano. L’evento, promosso dal Comune di Legnano con la collaborazione della Fondazione Fo Rame, celebra il centenario della nascita di Dario Fo, premiato con il Premio Nobel per la Letteratura nel 1997. Curata da Paolo Scheriani e Nicoletta Mandelli, la mostra è aperta al pubblico gratuitamente dal 7 novembre all’8 dicembre.
Il percorso in sei ambienti: dalla bottega giullare al Nobel
Il percorso è suddiviso in sei stanze, ognuna concepita come un atto teatrale che guida il visitatore attraverso le tappe fondamentali della carriera di Fo. Dalla bottega del giullare, dove si rievocano le prime storie ascoltate in infanzia, si passa ai primi esperimenti di grammelot e alla nascita di un linguaggio popolare capace di trasformare la risata in denuncia sociale. Ogni ambiente è arricchito da fotografie d’archivio, locandine originali e documenti che testimoniano l’evoluzione del suo stile.
La bottega del giullare: radici popolari
Nel primo spazio espositivo si ricostruisce la bottega del giullare, luogo metaforico dove Dario Fo assorbe le tradizioni popolari e i racconti dei raccontatori di strada. Qui, suoni di tamburi e parole sconnesse introducono il pubblico al grammelot, tecnica che diventerà il marchio distintivo delle sue prime sceneggiature. Le pareti sono coperte da stampe d’arte che mostrano i primi schizzi di Fo, mentre una colonna sonora di dodici canzoni composte appositamente per la mostra accompagna l’esperienza.
Satira, denuncia e l’impronta di Franca Rame
Il secondo atto è dedicato al teatro della satira e al ruolo cruciale di Franca Rame. Si evidenzia come la risata sia diventata strumento per mettere in discussione il potere, affrontare la censura e interrogare le ingiustizie sociali. Una sezione speciale presenta il lavoro di Rame come attrice, autrice e protagonista della cultura italiana, sottolineando il sodalizio creativo con Fo. Le testimonianze scritte da Scheriani e Mandelli descrivono il loro legame personale con la coppia, rendendo viva la loro eredità per le nuove generazioni.
Opere, musiche e contributi di artisti contemporanei
Oltre al materiale d’archivio, la mostra espone opere di artisti contemporanei che hanno reinterpretato l’universo di Fo. Tra questi, Caterina Crepax, figlia del famoso Guido Crepax, ha realizzato una copertina per un 45 giri di Dario Fo e ha donato una sua opera per la mostra. Giorgio Gaber è citato per il suo legame musicale con Fo, mentre il fotografo Renzo Chiesa offre immagini iconiche dello spettacolo al Palalido di Milano. Questi contributi rispondono alla domanda «A cosa serve un giullare oggi?», offrendo prospettive moderne sul classico messaggio di Fo.
Orari, ingresso e informazioni pratiche
La visita è possibile dal 7 novembre all’8 dicembre presso il Castello Visconteo, in piazza della Concordia 1. L’ingresso è gratuito e gli orari di apertura sono il sabato e la domenica, dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:00. L’assessora alla Cultura Sara Borgio ha espresso gratitudine verso la Fondazione Fo Rame e i curatori per aver creato un progetto originale che valorizza la conoscenza diretta della coppia Fo-Rame. La mostra si propone quindi non solo come un omaggio storico, ma anche come una piattaforma di dialogo per le nuove generazioni.



