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Mostra 0-99 a Cesano Maderno: design e board game tra cultura e società

La mostra 0-99 a Cesano Maderno mette al centro il board game come elemento di progettazione e tessuto culturale, in esposizione a Palazzo Arese Borromeo dal 10 aprile al 10 maggio

Mostra 0-99 — Design per gioco (Palazzo Arese Borromeo, Cesano Maderno) Dal 10 aprile al 10

Il 19 febbraio 2026 è stata annunciata a Cesano Maderno la mostra 0-99. Design per gioco, ospitata a Palazzo Arese Borromeo. L’esposizione mette il board game al centro non come semplice passatempo, ma come oggetto culturale, sociale e di progetto: un manufatto che racconta scelte estetiche, pratiche produttive, relazioni fra persone.

Un modo nuovo di guardare ai giochi da tavolo Il percorso espositivo aiuta il visitatore a leggere i giochi attraverso la lente del design. Non si limita a mostrare componenti: analizza materiali, regole, grafica ed ergonomia per spiegare come questi elementi indirizzino l’esperienza di gioco. La plancia, le pedine, i segnalini diventano dispositivi progettuali che orientano comportamenti, ritmo e dinamiche della partita.

Materiali, forma e sostenibilità Una sezione è dedicata al confronto tra cartone, legno, plastica, tessuti e componenti stampati in 3D, con attenzione alle sensazioni tattili e alla durabilità. Si scopre come la scelta del materiale influisca sulla narrazione ludica e sul valore percepito dell’oggetto. L’esposizione evidenzia inoltre come il circular design e strategie produttive responsabili possano ridurre l’impatto ambientale senza sacrificare l’esperienza di gioco: casi concreti mostrano percorsi di produzione più sostenibili e soluzioni circolari applicate a materiali e confezionamento.

Grafica, leggibilità e accessibilità delle regole La comunicazione visiva è trattata come parte integrante del progetto: colori, simboli e impaginazione trasformano regole complesse in strumenti immediati e comprensibili. Sono esposti manuali e interfacce fisiche che facilitano l’apprendimento e l’uso del gioco, oltre a esempi di stampa e materiali informativi pensati secondo criteri di responsabilità ambientale.

Il gioco come fenomeno sociale La mostra esplora anche la dimensione collettiva dei board game. Installazioni interattive e tavoli conviviali testimoniano come i giochi favoriscano cooperazione, competizione, scambio generazionale e coesione sociale. Le esperienze documentate raccontano comunità di appassionati, pratiche di condivisione e modelli di fruizione che trasformano il gioco in uno strumento culturale e relazionale.

Inclusione progettuale Parte del percorso è dedicata alle meccaniche inclusive: regole semplificate, componenti modulari e modalità alternative di interazione che abbassano le barriere di accesso. Inserire l’inclusività come criterio progettuale significa creare prodotti che possano essere usati da persone con abilità diverse, ampliando il pubblico e migliorando la sostenibilità economica del gioco.

Luoghi che creano comunità La mostra presenta esempi di club, negozi e spazi pubblici che hanno fatto del tavolo da gioco un punto d’incontro: ambienti che ospitano sperimentazioni, scambi di idee e reti durature. Il design degli spazi e la modularità delle attività favoriscono eventi ricorrenti e collaborazioni culturali, offrendo modelli replicabili in altri contesti urbani e generando valore sociale ed economico locale.

Perché andare a vedere 0-99 A Palazzo Arese Borromeo la mostra offre una lettura integrata dei board game: storia materiale, progettazione e funzione educativa. Vetrine, postazioni interattive e testi critici permettono di valutare il valore progettuale di componenti e meccaniche, mentre i casi esposti mostrano come scelte sui materiali e sui cicli produttivi possano ridurre l’impatto ambientale. In quest’ottica, la sostenibilità non è solo un ideale etico ma un vero e proprio business case applicabile al design ludico.

0-99 è pensata per professionisti, amministrazioni e pubblico curioso: suggerisce pratiche concrete da replicare in città, stimola riflessioni su identità, innovazione e comunità e invita a considerare il gioco come un laboratorio di progetto e cittadinanza.

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