Due percorsi diversi ma complementari: a Cisliano la banda festeggia mezzo secolo di attività, mentre la scena lirica esplora i confini tra finzione e vita con una nuova lettura del dittico verista

Il Corpo Musicale Pietro Mascagni festeggia il cinquantesimo anno dalla sua fondazione: era il 24 giugno 1976 quando nacque a Cisliano, piccolo paese alle porte di Milano. Per tutto il 2026 la città celebrerà questo traguardo con un calendario ricco di concerti, appuntamenti formativi e iniziative aperte alla comunità, tutte volte a mettere in luce il valore del volontariato musicale e il ruolo sociale dell’arte.
Il Comune ha concesso il patrocinio alle celebrazioni proprio per sottolineare l’importanza della banda nella vita cittadina.
Un programma pensato per la comunità
Le manifestazioni si svolgeranno in vari momenti dell’anno e coinvolgeranno scuole, associazioni culturali e cori locali. Oltre ai concerti tradizionali, sono previste serate jazz, eventi di folklore, proiezioni cinematografiche e incontri con autori: un mosaico di proposte pensato per creare occasioni di partecipazione e rafforzare i legami sociali attraverso la musica. Il maestro Pietro Martinoli e i musicisti del Corpo Mascagni hanno lavorato per allestire un cartellone che valorizzi la tradizione bandistica e al tempo stesso apra a nuove esperienze formative.
Rischi e speranze: far entrare i giovani
La banda resta un elemento identitario per molti centri come Cisliano, ma la longevità del progetto è minacciata dalla difficoltà a reclutare musicisti giovani. Per questo le attività formative del programma mirano esplicitamente a coinvolgere under 30, offrendo percorsi didattici e momenti pratici per favorire il ricambio generazionale e mantenere viva la pratica bandistica. L’auspicio degli organizzatori è che i ragazzi rispondano numerosi alle proposte.
Un dittico verista riletto in chiave meta-teatrale
All’interno della rassegna è in programma un’allestimento originale del dittico verista: Pagliacci viene posto prima di Cavalleria rusticana, scelta che mette in risalto il Prologo di Leoncavallo e apre a una lettura di tipo meta-teatrale. La regia gioca sulla zona d’ombra tra palcoscenico e realtà, facendo emergere come maschere e ruoli possano sovrapporsi alle identità personali. La lettura richiama atmosfere pirandelliane: le tragedie intime dei personaggi si aprono allo sguardo collettivo, trasformando la rappresentazione in uno spazio di riflessione sull’ambiguità del ruolo e sul destino umano.
Musica, scena e tecnica: un equilibrio studiato
La direzione d’orchestra cerca un equilibrio tra fedeltà alla partitura e attenzione al gesto scenico, sostenendo le voci senza sovrastarle. Il cast comprende ruoli intensi come Canio, Nedda, Turiddu e Santuzza, e la recitazione vocale viene sfruttata per sottolineare contrasti emotivi e tensioni drammatiche. Anche scenografia, luci, costumi e coreografie sono pensati per dialogare con il senso delle due opere, amplificando il confronto tra finzione e realtà.
Dal locale all’universale
Questa rassegna dimostra come una realtà locale, fatta di pratica collettiva e volontariato musicale, possa entrare in relazione con temi e linguaggi del palcoscenico internazionale. La banda di Cisliano non è solo custode di una tradizione: è anche laboratorio dove si sperimentano nuovi linguaggi drammaturgici e si costruiscono identità collettive attraverso la musica. L’idea è di coniugare tutela delle radici e apertura alla contemporaneità, promuovendo produzioni che dialoghino con il presente.
Obiettivi e prospettive
Organizzatori e Comune ribadiscono l’intento di favorire accessibilità e continuità produttiva: percorsi formativi per giovani, collaborazione con scuole e spazi pubblici, e un programma capace di unire celebrazione e innovazione. Le celebrazioni non sono solo un omaggio al passato, ma un investimento sul futuro culturale del territorio. Gli sviluppi e i dettagli delle iniziative saranno comunicati dagli organizzatori nei prossimi mesi.





