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Milano è un’opera d’arte: la Design week filtra nei musei pubblici

Tra le novità dell'edizione 2022 spicca l’Acquario civico nel parco Sempione, cornice inedita dell’installazione Momentum

La Design Week si diffonde nei musei pubblici e nei palazzi storici: Milano è un'opera d'arte

La Design week accende i riflettori sui musei pubblici, sulle gallerie d’arte private e sui palazzi storici, anche quelli di norma chiusi al pubblico.

Milano Design week: l’Acquario Civico e la Sala delle Cariatidi

La novità di questa edizione riguarda l’Acquario civico nel parco Sempione, cornice inedita dell’installazione Momentum, la quale racconta due visioni del tempo: quello oggettivo, scientifico, e quello soggettivo percepito, in un ambiente acquatico che risponde -in due maniere diverse- al passaggio del visitatore.

Il Museo del 900 dedica un’esposizione all’architetto Aldo Rossi, mentre il palazzo di Brera accoglie diverse iniziative: l’Orto botanico, i talk ambientali di Prada alla Biblioteca braidense e il museo astronomico con Saturno (un dispositivo che elimina gli agenti patogeni).

La Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, invece, ospita una gigantesca “scatola” progettata da Davide Rampello, che racconta 60 anni di Salone del Mobile in un video attraverso le 11 parole di 11 registi.

Milano Design week: il tema della plastica e del design gentile

In occasione della Design week, la galleria di Rossana Orlandi si allarga al parchetto di via Bandello sotto al carcere di San Vittoredove sono state allestite isole sul tema della plastica e del design gentile. Qui vengono messe a confronto opere di grandi designer-come Bellini, Boeri, De Lucchi, Urquiola– in dialogo con opere realizzate da carcerati o artisti emergenti, a fianco di un’esposizione sul controverso futuro della realtà virtuale, esplorato all’interno del cantiere di Palazzo Bandello, un progetto immobiliare firmato Daniele Fiori.

Milano Design week: l’esposizione femminile

L’opera di Mirò accoglie i visitatori al Palazzo del Senato. Il museo Bagatti Valsecchi di via Gesù ospita soluzioni hi-tech -un po’ kitsch- con sculture neoclassiche che si muovono nelle stanze del palazzo grazie a specchi, stampe 3d e un cellulare. Alla casa-museo Boschi Di Stefano in via Jan emerge un’esposizione al femminile con i “gioielli scomposti” di 10 artiste.

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