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Musica dal vivo, il grido degli impresari: “Perchè i live club non hanno accesso al Fus?”

Il direttore del Live Club di Trezzo d’Adda: "L'attenzione è solo su cinema, teatri e discoteche"

Live Club, il grido degli impresari

È già passato un anno dal grido di allarme del mondo del settore musicale, e dopo due anni di emergenza sanitaria, il bilancio non è dei migliori. Proprio per questo motivo, si è deciso di alzare nuovamente la voce lanciando l’iniziativa 2020-2022.

Nessun concerto”.

Musica dal vivo, il grido degli impresari: “Tutto si è misteriosamente fermato”

Assomusica e Arci, Bauli in piazza -il movimento dei lavoratori dello spettacolo- e Keep on live -l’associazione che riunisce festival e club di musica- sosterranno l’iniziativa. In prima linea uno tra i più importanti locali d’Italia: il Live Club di Trezzo sull’Adda (Milano). Il direttore Fulvio de Rosa dichiara: “Siamo di fronte a un paradosso.

Dopo la diretta streaming di “Ultimo concerto?” eravamo riusciti ad aprire un dialogo e un confronto con le istituzioni. Erano state raccolte alcune nostre richieste, a partire dal bisogno di un riconoscimento giuridico dei locali di musica dal vivo. Ed erano stati sbloccati i sostegni economici alla nostra categoria, che sono però cessati dallo scorso 1° gennaio. Il paradosso è che a un certo punto tutto si è misteriosamente fermato”. E aggiunge: “Abbiamo infatti notato che l’attenzione del dibattito si è concentrata solo su cinema, teatri e discoteche, abbandonando al proprio destino la musica dal vivo e i lavoratori dell’intero settore“.

Le promesse non mantenute

Inoltre, De Rosa precisa: “Secondo i Dati Siae del 2019, la categoria “concerti musica leggera/concertini/ manifestazioni all’aperto” rappresentava la voce più importante con quasi un milione di euro di spesa del pubblico”. Impossibile non rendersi conto che i locali live sono alla base di tutto il movimento: Perché non viene riconosciuto il valore culturale e sociale di quello che facciamo? Perché i locali di musica dal vivo non hanno accesso al Fus -Fondo unico per lo spettacolo-, come invece ci era stato promesso dallo stesso ministro Franceschini?”.

De Rosa attende una risposta entro la fine del mese di febbraio. Intanto, dal prossimo 11 febbraio verranno allentate le restrizioni in vigore dal 6 dicembre, “quelle che ci hanno fatto ripiombare nell’incertezza, quelle che hanno vietato i posti in piedi e capienza piena, vietato la somministrazione di cibo e bevande e reso quindi seriamente a rischio la nostra sopravvivenza”. E conclude: “A fine mese, se il silenzio perdurerà, con “Nessun concerto” sapremo farci sentire“.

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