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Duomo sotto assedio: 25 feriti, 160 detenuti e negozi saccheggiati

Scontri a Duomo hanno lasciato 25 feriti, centinaia di arresti e danni diffusi nei negozi del centro milanese.
Duomo sotto assedio: 25 feriti, 160 detenuti e negozi saccheggiati

Sabato sera le strade intorno al Duomo di Milano sono state teatro di una vera guerriglia urbana. Manifestanti incappucciati, lanci di sassi, incendi improvvisati e bombette di carta hanno trasformato la zona in un campo di scontro continuo, con la polizia e i carabinieri impegnati a contenere la folla. La violenza si è estesa a Corso Vittorio Emanuele, Corso Garibaldi e Piazza dei Mercanti, creando un clima di caos che ha costretto le autorità a chiudere l’accesso alla metropolitana Duomo.

Feriti e soccorsi sanitari

Secondo i dati forniti dal 118, venticinque persone hanno ricevuto assistenza medica nella zona del Duomo. Undici di loro sono state trasferite al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda, una è finita alla Clinica Città Studi, sei al Policlinico, cinque al Fatebenefratelli e due al San Giuseppe. Nessuno è stato classificato in condizioni critiche. Quindici agenti delle forze dell’ordine hanno avuto bisogno di cure, tra cui il dirigente della Polizia, Angelo De Simone, ferito alla testa da un sampietrino. Gli interventi hanno evidenziato la gravità delle lesioni da oggetti lanciati, soprattutto colpi alla testa.

Danni materiali e saccheggi lungo le vie commerciali

Il fuoco ha colpito un bagno chimico e una bicicletta in sharing sotto la statua di Vittorio Emanuele, mentre più a nord, nella zona compresa tra Duomo e San Babila, sono state appiccate fiamme a rifiuti improvvisati. I manifestanti hanno sfondato la vetrina del negozio Foot Locker, rubando merce esposta, e hanno violato la Rinascente, distruggendo la vetrina e lanciando sassi contro il McDonald’s all’interno della Galleria Vittorio Emanuele. In Corso Garibaldi, lo store Vodafone è stato depredato: gli antincendio sono stati sottratti, le bottiglie, i petardi e i sassi sono stati usati come armi improvvisate. Le vetrine di diversi negozi, compresi i punti vendita di vestiti e scarpe, sono state infrante, e i saccheggi hanno provocato perdite stimabili in milioni di euro.

Metropolitana e zone limitrofe

La fermata della metropolitana Duomo è stata chiusa ai transiti centrali, mentre gli accessi laterali sono rimasti aperti, con numerosi turisti costretti a rifugiarsi negli atrii della stazione. Testimoni hanno segnalato fumo denso, probabilmente dovuto a lacrimogeni anche nei mezzanini. Le autorità hanno impiegato un carro idrante per disperdere i gruppi di violenti ancora radunati nei pressi del sagrato della cattedrale, mentre i manifestanti hanno improvvisato barricate con cestini, transenne e persino carrozze di carrelli pieni di sampietrini.

Interventi delle forze dell’ordine e arresti

Le forze dell’ordine, dopo aver liberato la piazza del Duomo, hanno proseguito l’azione lungo Corso Vittorio Emanuele, impiegando idranti, lacrimogeni e veicoli blindati. Sono state registrate circa cinquanta persone tratte alla Questura nella prima notte; entro domenica il numero è salito a centosessanta arresti di cui l’80% minorenni, secondo le autorità di pubblica sicurezza. Alcuni dei detenuti sono stati fermati mentre tentavano di saccheggiare negozi o di creare barricate con i sampietrini. Le autorità hanno anche portato in fermo i responsabili di un’auto dei Carabinieri danneggiata durante gli scontri, oltre a diverse unità di polizia che hanno subito danni ai mezzi.

Il capo della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha condannato gli episodi definendoli “sciacalli, ladri e violenti” e ha chiesto al Governo un “pugno duro” contro i responsabili. La premier Giorgia Meloni, dal suo ufficio a Palazzo Chigi, ha convocato una riunione urgente sull’ordine pubblico, sottolineando che “la sicurezza dei cittadini e di chi garantisce la protezione deve venire prima di qualsiasi indulgenza”.

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