Il cinquantadueenne ex re dei paparazzi, noto per il format Falsissimo è stato vittima di una rapina nella zona Città Studi di Milano. Sabato pomeriggio, precisamente il 10 ottobre, è stato circondato da un gruppo di sei individui che, prima di minacciare il fotografo con un cacciavite gli hanno sottratto due orecchini e due collane dal valore complessivo di circa 400 euro. L’attacco è avvenuto a pochi passi da piazzale Dateo, sotto la sua abitazione.
Dettagli dell’aggressione davanti alla residenza di Piazza Dateo
Secondo la ricostruzione fornita dai Carabinieri della compagnia Monforte, gli aggressori si sono avvicinati in modo improvviso, costringendo Corona a difendersi con una breve lotta prima di subire le ferite descrite da lui come semplici escoriazioni. Nonostante il trauma, il celebre ex paparazzo ha rifiutato il soccorso ospedaliero, decidendo di rivolgersi direttamente al numero di emergenza 112 per denunciare l’accaduto. Nel frattempo, un suo collaboratore ha avvisato il legale di fiducia, Ivano Chiesa, che ha confermato la dinamica e ha segnalato la presenza di un accento “calabrese” negli interlocutori.
Profilo degli aggressori e possibile movente
Durante l’interrogatorio, Corona ha dichiarato di aver riconosciuto uno dei sei uomini presenti come imprenditore con il quale avrebbe un credito ancora da saldare, legato a precedenti rapporti professionali. Questa informazione ha orientato le prime ipotesi investigative verso un possibile movente economico, piuttosto che un furto casuale. L’analisi linguistica ha inoltre suggerito origine calabrese, elemento che le autorità stanno incrociando con i dati delle indagini precedenti.
Le indagini dei Carabinieri e i precedenti minacciosi
Le forze dell’ordine hanno immediatamente acquisito le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti nel quartiere, nella speranza di identificare i volti dei sei responsabili. Il legale di Corona ha precisato che il suo assistito ha sporto denuncia nella stessa giornata dell’incidente e ha già fornito una descrizione dettagliata dei soggetti coinvolti. Parallelamente, l’episodio si inserisce in un contesto di tensioni preesistenti: a inizio settembre, Corona aveva denunciato minacce via chat da parte di due conoscenti del figlio Carlos, i quali gli chiedevano 500 euro e avevano danneggiato il lunotto posteriore del suo Range Rover.
Quell’accaduto aveva richiesto l’intervento delle Volanti della Polizia di Stato, che erano riuscite a fermare uno dei due giovani, denunciandoli entrambi a piede libero. Le pratiche investigative mostrano quindi una continuità tra le minacce verbali e l’attacco fisico, suggerendo che il rapinatore abbia bersagliato il fotografo proprio per una questione di credito o vendetta personale.



