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Operazione a Brescia: sequestro preventivo di beni per presunta evasione e truffe nel settore auto

Forze dell'ordine sequestrano immobili e 31 veicoli: l'indagine ricostruisce un sistema di truffe, falsificazioni e mancati adempimenti fiscali attribuito a una stessa famiglia

Operazione a Brescia: sequestro preventivo di beni per presunta evasione e truffe nel settore auto

Un’operazione congiunta della Questura di Brescia (Divisione Anticrimine) e della Guardia di Finanza del Gruppo di Brescia ha dato esecuzione a un decreto di sequestro di prevenzione d’urgenza, emesso dal Tribunale di Brescia – Sezione Autonoma Misure di Prevenzione, su conforme richiesta del Procuratore della Repubblica e del Questore.

Il provvedimento riguarda beni mobili e immobili riconducibili a persone ritenute coinvolte in un circuito di proventi illeciti nel settore del commercio di autoveicoli.

Le attività investigative hanno focalizzato l’attenzione su nove soggetti, legati da vincoli familiari, che secondo gli inquirenti avrebbero, a partire dal 2014, tratto sistematicamente profitti da attività illecite. Parte del gruppo è già stata condannata o risulta indagata per reati con finalità di lucro. Durante le indagini sono emersi elementi riferibili a pratiche ripetute di falsificazione di documenti e all’alterazione dei dati tecnici dei veicoli, operazioni che avrebbero consentito la commercializzazione delle auto a prezzi più elevati rispetto al valore reale.

Il patrimonio sottoposto a vincolo

Gli accertamenti economico-patrimoniali hanno portato all’individuazione di diversi beni nel territorio bresciano: un’area edificabile con una costruzione non ancora iscritta al catasto nazionale dei fabbricati e utilizzata come residenza o dimora dei soggetti investigati, un appezzamento di terreno, un immobile a Travagliato con parti comuni e un parco auto composto da 31 autoveicoli. Il valore complessivo stimato degli asset sottoposti a sequestro è di circa 927.351 Euro, cifra che ha contribuito a evidenziare la sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio accumulato.

Tipologia dei beni e localizzazione

Tra i beni bloccati figurano immobili residenziali e terreni nella provincia di Brescia, oltre a un immobile con parti comuni a Travagliato. Una delle unità abitative individuate non risultava regolarmente censita al catasto, circostanza che ha ricevuto attenzione specifica dagli investigatori. L’insieme degli immobili e dei veicoli è stato posto sotto vincolo in attesa delle fasi successive del procedimento per le misure di prevenzione.

Il presunto sistema di frode e le modalità operative

Secondo la ricostruzione investigativa, gli indagati avrebbero creato sette imprese individuali attive nel commercio di autoveicoli che avrebbero funzionato come vettori per il circuito illecito. Le società risultano gravate da pesanti omissioni fiscali: non sono state presentate le dichiarazioni relative agli anni d’imposta 2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2026 e 2026. Le indagini hanno inoltre evidenziato l’acquisto di vetture da società di leasing, auto di recente immatricolazione ma con chilometraggi elevati che, stando agli atti, venivano poi alterati prima della revisione ufficiale e successivamente venduti con un ricarico consistente rispetto al prezzo di mercato.

Falsificazione dei documenti e alterazione del chilometraggio

La pratica contestata comprende la manipolazione delle carte di circolazione e la modifica del reale chilometraggio dei veicoli: azioni che, oltre a configurare reati specifici, hanno avuto come effetto la creazione di un vantaggio economico illecito. I finanzieri e gli agenti di polizia hanno raccolto elementi che, integrati nella richiesta al Tribunale, hanno sostenuto la necessità del sequestro preventivo come strumento volto a sottrarre alla disponibilità degli indagati profitti ritenuti di origine illecita.

Conseguenze procedurali e sviluppi

Il provvedimento di sequestro è stato adottato in via cautelare e resta sospeso fino al contraddittorio che si svolgerà in udienza davanti al Tribunale. Nell’ambito degli atti di polizia giudiziaria è stato inoltre eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di una donna di 60 anni, condannata a espiare quattro anni di reclusione per precedenti sentenze definitive in materia di reati contro il patrimonio: la persona è stata associata alla Casa Circondariale di Verziano.

Implicazioni per il contrasto all’economia illecita

L’operazione sottolinea il ruolo delle misure patrimoniali come leva investigativa per colpire i risultati economici delle attività criminali e per ripristinare la correlazione tra reddito dichiarato e patrimonio. Le azioni intraprese puntano a interrompere meccanismi che consentono la circolazione di veicoli con dati alterati e a tutelare sia il mercato che i consumatori contro pratiche fraudolente.

Prossime fasi

Nei prossimi passaggi processuali sarà valutata la fondatezza delle contestazioni economico-patrimoniali nel contraddittorio davanti al Tribunale; se confermate, le misure potrebbero evolvere in confische definitive. Intanto la documentazione raccolta dalle forze dell’ordine continuerà a costituire il fulcro dell’attività dell’accusa e delle verifiche fiscali connesse.

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