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Salvare il Centro Sportivo XXV Aprile: prospettive e contrasti a Milano

Un incontro pubblico ha riunito istituzioni, ex atleti e associazioni per discutere il destino del Centro Sportivo XXV Aprile e la tutela della atletica leggera a Milano

Il 25 marzo 2026, al Centro Sportivo XXV Aprile di via Cimabue 24 (MM linea rossa QT8), si è tenuta una conferenza stampa pubblica che ha acceso il dibattito sul futuro di questa storica area sportiva. L’incontro ha messo in luce il valore sociale e sportivo dell’impianto, la ricchezza della sua storia locale e le tensioni nate intorno a proposte di riqualificazione contrastanti.

Presenti rappresentanti istituzionali, dirigenti sportivi, atleti di spicco ed esponenti del territorio, l’evento ha avuto l’obiettivo di chiarire posizioni e proporre soluzioni concrete per mantenere viva l’attività atletica nella città.

Chi ha partecipato e perché conta

All’incontro hanno preso parola, tra gli altri, il Presidente del CONI Lombardia Marco Riva, il Presidente di FIDAL Lombardia Luca Barzaghi, il Presidente del CUS Milano Alessandro Castelli e il consigliere della FEDERCUSI Vincenzo Sabatini. Dal punto di vista politico e amministrativo erano presenti il Sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia Federica Picchi, consiglieri comunali come Alessandro Giungi, Enrico Marcora, Enrico Fedrighini e Alessandro Verri, oltre alla Presidente del Municipio 8 Giulia Pelucchi e al consigliere Giacomo Marini. La composizione del panel sottolinea l’importanza del tema: la gestione di uno spazio pubblico che serve agonisti, scuole e cittadini richiede un confronto istituzionale aperto e condiviso.

Valore storico e comunitario del sito

Il Centro Sportivo XXV Aprile è nato nel 1964 e si trova ai piedi della montagnetta costruita con le macerie della seconda guerra mondiale: un contesto che unisce memoria e sport. Progettato dall’architetto Arrigo Arrighetti, il complesso includeva originariamente il bocciodromo, la pista di atletica e quattro campi da tennis, pensati per integrarsi con l’ambiente umano e naturale del quartiere QT8. Relatori e testimoni hanno ricordato come la struttura abbia formato generazioni di atleti, diventando un punto di riferimento per l’atletica leggera milanese e per le attività di avviamento giovanile.

Presenze simbolo e testimonianze

All’evento hanno contribuito con le loro testimonianze atleti come Mauro Zuliani e Ennio Preatoni, la medagliata Claudia Giordani, l’ex campione di pallacanestro Arthur Kenney e l’attrice Lorenza Fantoni, che ha studiato sulla pista per interpretare Ondina Valla. La partecipazione di queste figure ha rafforzato il messaggio: il luogo non è solo mattoni e tartan, ma memoria sportiva e pratica quotidiana. Nel corso della mattinata è stato presentato anche materiale multimediale con interventi video, tra cui quello dell’azzurro Gianni Perricelli che ha messo in luce l’assenza a Milano di un campo di atletica omologato per le gare.

Proposte in campo e criticità emerse

Due proposte principali sono state poste a confronto: la manifestazione d’interesse della Golarsa Tennis Academy SSDrl e il progetto presentato dal Centro Universitario Sportivo di Milano. Nel dibattito il Presidente del CUS Milano Alessandro Castelli ha evidenziato che alcune soluzioni proposte dalla prima opzione renderebbero la pista non omologabile, compromettendo la possibilità di ospitare competizioni. Al contrario, il progetto del CUS propone il rinnovo della pista a cadenza decennale, la realizzazione di una struttura indoor con tetto piano dotato di pannelli fotovoltaici, nuova palestra e interventi per la mobilità, pensati per anziani e persone con disabilità.

Questioni urbanistiche e tutela dell’uso pubblico

I rappresentanti del consiglio comunale come Alessandro Giungi hanno insistito sulla necessità di mantenere la destinazione d’uso pubblica degli spazi, criticando proposte che prevedano demolizioni o destinazioni commerciali non compatibili, come ristoranti o parcheggi al posto degli impianti sportivi. Giulia Pelucchi ha richiamato l’attenzione sulla definizione di sport di base e sul dovere dell’amministrazione di tutelarlo, mentre Enrico Marcora ha ricordato le passate spese pubbliche per strutture mai pienamente utilizzate e l’obbligo di vigilanza sull’interesse pubblico. La mobilitazione è stata inoltre accompagnata da una petizione cittadina a sostegno della pista e delle attività esistenti.

Prospettive e prossimi passi

Dal dibattito è emersa la volontà di trovare soluzioni che coniughino innovazione e salvaguardia: rinnovare gli spazi senza perdere la funzione sportiva e sociale che il Centro Sportivo XXV Aprile svolge da decenni. Sono previsti ulteriori passaggi amministrativi e tecnici per valutare la compatibilità dei progetti presentati, tenendo conto delle esigenze delle società sportive, delle scuole e della comunità locale. L’obiettivo condiviso dalle istituzioni è quello di garantire un impianto accessibile, moderno e rispettoso del verde e della fruibilità per tutte le età.

Conclusione

La conferenza del 25 marzo 2026 ha ribadito l’importanza di preservare un presidio sportivo pubblico come elemento fondamentale per la città: non solo una pista, ma un luogo di formazione, inclusione e memoria. La sfida ora è trasformare le idee emerse in un progetto attuabile che mantenga la funzione sociale dell’impianto e contemporaneamente introduca migliorie sostenibili, a vantaggio delle nuove generazioni e dell’intera comunità milanese.

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