La Procura di Milano e la Polizia di Stato hanno disposto la custodia cautelare per un uomo accusato di reiterate condotte persecutorie e minacce verso l'ex compagna e i suoi familiari

La vicenda, resa pubblica il 25/03/2026, ha avuto origine dalle denunce depositate a febbraio presso il Commissariato Porta Genova. Gli atti hanno delineato un quadro di presunte condotte persecutorie riconducibili a un cittadino italiano di 40 anni, accusato di stalking, minacce aggravate e violenze nei confronti della sua ex compagna, una donna di 31 anni, e di alcuni suoi familiari.
Le informazioni raccolte dalle forze dell’ordine hanno motivato l’intervento della Procura della Repubblica di Milano, che ha disposto una misura restrittiva nei confronti dell’indagato.
L’attività investigativa è stata condotta dagli agenti dell’Ufficio Reati contro la Persona del Commissariato, che hanno ricostruito una serie di episodi caratterizzati da violenze fisiche, invio ripetuto di messaggi con contenuti minacciosi e comportamenti intimidatori. Secondo gli inquirenti, queste condotte hanno generato nelle vittime un costante stato di ansia e timore per la propria incolumità, elemento considerato centrale nella richiesta della misura cautelare in carcere avanzata dall’autorità giudiziaria.
Le indagini e la documentazione raccolta
Gli accertamenti hanno preso avvio dopo le denunce della vittima e dei suoi congiunti, e si sono sviluppati con l’acquisizione di testimonianze, messaggi e altri elementi probatori. Gli investigatori hanno annotato una successione di episodi che, nel complesso, configurano secondo gli inquirenti una condotta persecutoria reiterata: aggressioni fisiche, molestie e minacce, comprese espressioni verbali e scritte che insinuavano il timore per la vita delle persone offese. In questo contesto il termine persecuzione è stato utilizzato per descrivere l’insieme di azioni offensive e intimidatorie che hanno colpito sia la donna sia i suoi familiari, costringendoli a rivolgersi alla polizia.
Raccolta delle prove e quadro indiziario
La qualificazione degli episodi come reato è stata supportata dalla documentazione digitale e dalle segnalazioni formali: i messaggi inviati dall’indagato sono stati analizzati e inseriti nel fascicolo investigativo come elementi significativi. La presenza di minacce di morte e la reiterazione di comportamenti minatori hanno reso possibile una valutazione dell’autorità giudiziaria favorevole all’emissione della ordinanza di custodia cautelare. Gli agenti hanno pertanto aggiornato le banche dati in uso alle Forze di Polizia per rendere immediatamente esecutivo il provvedimento.
L’arresto e la procedura esecutiva
Dopo l’adozione della misura, i poliziotti del Commissariato Porta Genova hanno contattato l’indagato, che avrebbe comunicato di trovarsi in vacanza fuori regione e sarebbe stato invitato a presentarsi presso gli uffici di piazza Venino. Il 19 marzo, mentre rientrava verso Milano, l’uomo è stato fermato per un controllo dalla Polizia Stradale di Chiari (BS). Gli accertamenti in banca dati hanno confermato la presenza del provvedimento cautelare a suo carico e gli agenti lo hanno quindi trasferito presso la Casa Circondariale di Brescia – Canton Mombello in esecuzione dell’ordinanza.
Interruzione dei comportamenti e nuovi messaggi
Nonostante il procedimento in corso e la conoscenza della misura imminente, la vittima ha riferito di aver ricevuto ulteriori messaggi minatori durante il viaggio di rientro dell’indagato. Questa circostanza ha portato la donna a tornare al Commissariato per presentare una nuova denuncia, che ha attivato ulteriori approfondimenti investigativi da parte della Polizia di Stato. Le autorità hanno quindi inserito nel fascicolo anche questi recenti elementi comunicativi, ritenendoli potenzialmente rilevanti per l’istruttoria.
Ripercussioni per la vittima e sviluppi giudiziari
Per la persona offesa e i suoi familiari l’aspetto centrale resta la tutela dell’incolumità: l’intervento della Procura e la misura cautelare mirano a interrompere una dinamica vessatoria che, secondo le denunce, si era consolidata nel tempo. Sul piano procedurale, la custodia in carcere rappresenta una fase preliminare che precede l’istruttoria e gli eventuali sviluppi giudiziari; in questa fase gli inquirenti proseguiranno con le verifiche su tutte le comunicazioni e gli episodi segnalati dalla vittima.
Quali passaggi attesi
Nei prossimi giorni gli uffici competenti proseguiranno con gli accertamenti tecnici e le attività richieste dall’autorità giudiziaria. L’attenzione rimane alta sul piano della protezione della persona offesa e sulla completezza delle prove raccolte. In sede investigativa viene monitorata ogni nuova segnalazione al fine di aggiornare il quadro indiziario e consentire all’autorità giudiziaria di definire i successivi atti processuali nel rispetto delle garanzie previste dal codice di procedura penale.





