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Sgombero stabile vicino viale Palmanova: cinque stranieri accompagnati in Questura

Intervento del 20/03/2026 in uno stabile abbandonato: rimozione di masserizie, cinque accompagnamenti in Questura e sigillatura dell'area

Il 20/03/2026 è stata eseguita a Milano un’operazione di sgombero in un edificio segnalato come abbandonato nei pressi di viale Palmanova, tra via Oropa e via Derna. L’immobile, da tempo in stato di degrado, ospitava giacigli di fortuna e materiali accumulati da persone senza dimora: la scena, prima dell’intervento, era caratterizzata dalla presenza di masserizie diffuse e spazi impropriamente adibiti a dormitorio.

In questa fase introduttiva è stata fondamentale la sinergia tra le forze coinvolte per limitare rischi e ripristinare l’area.

L’operazione è stata disposta dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e ha visto operare in modo congiunto la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco e il personale di Amsa. L’intervento ha previsto una prima fase di bonifica e rimozione delle attrezzature improvvisate e una fase successiva di verifica identificativa: al termine delle attività sul posto è stata resa operativa la messa in sicurezza definitiva per prevenire nuove occupazioni e tutelare l’incolumità pubblica.

L’intervento operativo

Gli agenti della Polizia di Stato hanno coordinato le attività di accesso e controllo interno, mentre i Vigili del Fuoco hanno effettuato verifiche strutturali e operazioni per eliminare potenziali pericoli, e il personale di Amsa ha provveduto alla raccolta e allo smaltimento delle masserizie. La fase di bonifica ha compreso la rimozione di rifiuti voluminosi e di materiale che rappresentava un rischio igienico-sanitario. Il lavoro congiunto ha permesso di procedere in sicurezza durante tutte le fasi, minimizzando l’esposizione di operatori e cittadini ai rischi associati a immobili dismessi.

Chi erano gli occupanti

All’interno dell’edificio sono stati identificati dieci occupanti, tutti di origine nordafricana, che sono stati segnalati alla magistratura con l’ipotesi di reato di invasione di edifici. Per cinque di loro si sono attivate procedure amministrative e di pubblica sicurezza con accompagnamento in Questura. In particolare, due cittadini egiziani e un cittadino marocchino sono stati trasferiti al Cpr di via Corelli; a un cittadino algerino, titolare di documenti spagnoli, è stata notificata l’intimazione a rientrare in Spagna; infine, a un altro cittadino algerino è stata notificata l’espulsione dal territorio nazionale. Le misure adottate hanno seguito le procedure previste per i casi di occupazione irregolare e per situazioni con profili di irregolarità amministrativa.

Sequestro, messa in sicurezza e provvedimenti della proprietà

Durante le operazioni di controllo e pulizia della struttura sono stati rinvenuti e sequestrati, a carico di ignoti, una mannaia da cucina e circa 7 grammi di hashish, elementi che hanno reso necessarie ulteriori verifiche da parte degli operatori. Contestualmente alla rimozione dei materiali, è stata eseguita la messa in sicurezza definitiva dell’area per impedire pericoli immediati. La proprietà dell’immobile ha poi predisposto interventi strutturali di chiusura, applicando reti d’acciaio antintrusione saldate al perimetro per evitare nuove occupazioni.

Conseguenze pratiche e prospettive

Il risultato operativo si traduce in più ordini di conseguenze: a breve termine c’è la riduzione del rischio per i residenti della zona e il ripristino della sicurezza urbana; a medio termine potranno seguire accertamenti giudiziari e amministrativi sulle responsabilità penali e sulla gestione dell’immobile. La scelta della proprietà di sigillare l’edificio con reti d’acciaio antintrusione punta a una prevenzione immediata della rioccupazione, mentre le forze dell’ordine manterranno monitoraggio e verifiche per garantire il rispetto delle misure adottate. Il coordinamento tra enti e istituzioni rimane cruciale per gestire le ricadute sociali e procedurali di interventi simili.

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