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Come la Guardia di Finanza ha colpito patrimoni e narcotraffico nel 2026

Un quadro sintetico dei risultati operativi e preventivi della Guardia di Finanza nel 2026

Nel 2026 la Guardia di Finanza ha consolidato un profilo operativo decisivo nel contrasto alla criminalità organizzata, combinando attività investigative e misure patrimoniali. I dati parlano chiaro: sono state avviate 1.351 indagini e risultano coinvolti 7.442 soggetti, suddivisi in 5.568 persone fisiche e 1.874 persone giuridiche.

Questa prima sintesi aiuta a comprendere l’entità dell’impegno, ma non spiega da sola le strategie impiegate per interrompere i flussi economici che finanziano le organizzazioni mafiose. È proprio sull’aggressione delle ricchezze illecite che il Corpo concentra molte delle sue risorse, poiché colpire il patrimonio significa ridurre la capacità operativa di gruppi criminali consolidati.

L’intervento della Guardia di Finanza nel 2026 si è articolato su fronti diversi, dalla repressione alle misure preventive, con effetti concreti sull’economia legale. Sono state proposte all’Autorità Giudiziaria misure di sequestro per oltre 3,3 miliardi di euro, mentre il valore complessivo dei beni e delle disponibilità liquide sequestrati e confiscati ha raggiunto circa 1,6 miliardi di euro. Queste cifre testimoniano una strategia che privilegia l’attacco agli elementi patrimoniali del crimine, affrontando anche il fenomeno dell’interposizione di terzi tramite intestazione fittizia, pratica che rende più complessa la ricostruzione delle catene economiche illecite.

Aggressione ai patrimoni illeciti

L’azione patrimoniale si basa su indagini finanziarie e patrimoniali mirate che ricostruiscono i flussi e le connessioni tra attività illegali e disponibilità economiche. Nel 2026 il Corpo ha formulato proposte per sequestri in forma diretta, per equivalente e per sproporzione, strumenti che consentono di colpire i beni ritenuti frutto o strumento di reato. Il ricorso sistematico a queste misure ha permesso di sottrarre risorse fondamentali alle organizzazioni criminali, riducendo le loro possibilità di reinvestire profitti illeciti. Il concetto di misura di prevenzione è stato utilizzato con decisione, mirando non solo a punire ma anche a disinnescare le strutture economiche che sostengono l’illegalità.

Prevenzione e tutela dell’economia

Parallelamente alle indagini giudiziarie, la Guardia di Finanza ha intensificato le attività preventive per proteggere gli imprenditori onesti e il tessuto produttivo. Nel corso dell’anno sono state svolte circa 66.000 attività amministrative, tra accessi ai cantieri e verifiche per il rilascio di documentazione antimafia. Inoltre, il valore dei compendi aziendali sottoposti a misure di amministrazione o controllo giudiziario ex artt. 34 e 34-bis del D. Lgs. 159/2001 è risultato pari a 29,6 milioni di euro. Questo approccio dimostra come la prevenzione amministrativa completi l’azione repressiva, creando barriere all’infiltrazione criminale nei settori più sensibili dell’economia.

Contrasto al narcotraffico

Il fronte del narcotraffico rappresenta un altro pilastro dell’attività 2026: sono state sequestrate oltre 33 tonnellate di droga, principalmente cocaina, hashish e marijuana, e sono state denunciate più di 800 persone. L’obiettivo non è limitato al mero sequestro delle sostanze, ma punta a disarticolare le reti che organizzano il traffico e a privarle dei proventi. In tale ottica, ai narcotrafficanti sono stati sequestrati beni e disponibilità finanziarie per circa 8 milioni di euro e sono state eseguite confische per oltre 3,5 milioni di euro, misure che incidono sulle capacità operative delle organizzazioni dedite allo spaccio su scala internazionale.

Operazioni emblematiche

Nel corso dell’anno la Guardia di Finanza ha condotto interventi di grande rilievo che illustrano metodi e risultati. A Reggio Calabria sono stati confiscati beni e liquidità per 140 milioni di euro a cinque imprenditori collegati alla ‘ndrangheta, coinvolti in complesse frodi fiscali nel settore dei prodotti petroliferi. A Catania è stata eseguita una misura preventiva per oltre 40 milioni di euro nei confronti di soggetti contigui ai clan Santapaola-Ercolano e Cappello-Bonaccorsi, operazioni che hanno colpito il sistema di accesso al gaming online. A Brescia sono state arrestate 24 persone per narcotraffico internazionale e sequestrati beni per circa 3 milioni di euro, mentre a Trieste è stato disposto un sequestro preventivo per 92 milioni di euro nell’ambito di un traffico illecito di rifiuti che coinvolgeva persone fisiche e società.

Prospettive e impegno continuo

Il bilancio del 2026 mostra come l’azione combinata di attività giudiziarie, misure patrimoniali e controlli amministrativi costituisca un modello efficace per contrastare la criminalità organizzata. La Guardia di Finanza conferma la necessità di colpire non solo gli autori dei reati ma anche le strutture economiche che li alimentano, attraverso strumenti che vanno dal sequestro per equivalente alla prevenzione amministrativa. Guardare avanti significa inoltre rafforzare le competenze finanziarie e tecnologiche per individuare nuove forme di riciclaggio e interposizione, mantenendo alta la collaborazione con magistratura e altre forze di polizia per proteggere l’economia legale e i cittadini.

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