Un viaggio teatrale firmato Eco di Fondo che combina mito, poesia e domande etiche per giovani spettatori e cittadinanza attiva

La rielaborazione di un classico può diventare specchio per problemi contemporanei: così avviene nell’allestimento di Orfeo ed Euridice firmato da César Brie e prodotto da Eco di Fondo/Teatro Presente. Lo spettacolo, inserito nel cartellone Invito a Teatro, propone una lettura che mette a confronto il fascino del mito con questioni etiche delicate come l’accanimento terapeutico e la eutanasia.
Con una durata contenuta di 55 minuti, la messinscena privilegia poesia e domande aperte, lasciando allo spettatore lo spazio per riflettere sulle emozioni e sulle scelte che l’amore può imporre.
Un mito riletto per il presente
Nel cuore della drammaturgia si trova il confronto tra passato e presente: la storia di Orfeo e Euridice diventa il pretesto per esplorare il confine tra cura e imposizione. Il testo e la regia di César Brie accompagnano lo spettatore in una riflessione che non pretende soluzioni definitive, ma che solleva interrogativi sull’autonomia, sul diritto di scegliere e sul peso del sentimento. L’uso di immagini essenziali e di un linguaggio scenico concentrato consente di enfatizzare il nucleo tematico: amore, responsabilità e limiti della medicina si intrecciano in scena con delicatezza e concretezza.
Forma e linguaggio
La messinscena predilige una struttura minimale che valorizza il testo e le voci degli interpreti: Giacomo Ferraù e Giulia Viana portano in scena il nucleo umano della vicenda, supportati da un allestimento che punta su elementi essenziali. I costumi di Anna Cavaliere, le musiche di Pietro Traldi e il disegno luci di Sergio Taddo Taddei contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, capace di rendere tangibile il conflitto tra il desiderio di conservare la vita e il rispetto della volontà individuale. Qui il mito funge da lente per osservare questioni morali contemporanee.
Progetto e pubblico: teatro come strumento di cittadinanza
Questo spettacolo si inserisce nel progetto Immersioni teatrali per cittadini consapevoli, ideato da Eco di Fondo per promuovere la conoscenza dei diritti attraverso il linguaggio performativo. L’iniziativa non si limita alla visione passiva ma include incontri e laboratori destinati a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, con l’obiettivo di trasformare l’evento artistico in occasione di educazione civica e confronto. In questo contesto, la rappresentazione di temi come eutanasia e accanimento terapeutico assume valore formativo perché stimola il dialogo fra generazioni e professionisti.
Laboratori e incontri
I momenti formativi collegati allo spettacolo offrono strumenti per comprendere termini tecnici e per discutere implicazioni etiche: attraverso esercizi pratici e percorsi guidati, i partecipanti esplorano cosa significhi responsabilità medica, consenso informato e qualità della vita. Qui il teatro diventa mezzo per acquisire consapevolezza: il laboratorio non insegna risposte, ma pratica del pensiero critico, favorendo la capacità di argomentare e confrontarsi con temi complessi in modo rispettoso e informato.
Dettagli pratici e riconoscimenti
La rappresentazione è programmata nel periodo 18 / 20 marzo 2026 presso la Sala Shakespeare, con repliche segnalate per Giovedì 19 Marzo Ore 19:30 e Venerdì 20 Marzo Ore 19:30. La messa in scena dura 55 minuti ed è indicata come spettacolo inserito in Invito a Teatro. In scena, oltre agli interpreti principali, si avverte la precisa cura tecnica che ha portato il lavoro a ottenere riconoscimenti come la selezione Inbox 2014 e la finale al Premio Cassino Off 2016, elementi che attestano la rilevanza della proposta nel panorama contemporaneo.
Perché vederlo
Chi sceglie questo spettacolo troverà un percorso emotivo e intellettuale compatto e intenso: è un’occasione per confrontarsi con questioni etiche di grande attualità all’interno di una forma artistica accessibile. La breve durata lo rende adatto anche a pubblici giovanili e scolastici, mentre la profondità del tema coinvolge spettatori alla ricerca di teatro che sappia unire bellezza formale e impegno civile. In definitiva, Orfeo ed Euridice propone una riflessione sulla forza dell’amore e sui limiti della cura, invitando alla partecipazione e al dialogo.





