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Sequestro nel box a Milano: oltre un chilo di stupefacenti e una penna pistola

La Polizia di Stato ha arrestato un 39enne a Milano dopo aver trovato nel suo box oltre 900 grammi di stupefacenti, strumenti per il confezionamento e una penna pistola clandestina

Un intervento mirato della Polizia di Stato a Milano ha portato all’arresto di un cittadino italiano di 39 anni, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione ai fini di spaccio. L’operazione nasce da attività investigative coordinate dalla Squadra Investigativa del Commissariato Porta Genova e si inserisce nelle attività di controllo rivolte alle aree urbane ritenute sensibili per il traffico di stupefacenti.

La vicenda mette in luce come un semplice box residenziale possa trasformarsi in una vera e propria postazione operativa per lo spaccio, rendendo necessarie verifiche periodiche e mirate.

Durante i servizi in strada gli agenti hanno osservato il 39enne uscire da un esercizio commerciale in via Fratelli Zoia e salire a bordo di un’autovettura; in seguito l’uomo si è diretto in via Carlo Marx, dove è entrato nell’area dei box di un complesso residenziale. L’attività di monitoraggio ha permesso agli operatori del Commissariato di piazza Venini di intervenire tempestivamente, bloccando il sospetto all’interno del box e dando il via a una perquisizione accurata. Questo tipo di intervento dimostra come l’attività investigativa preventiva sia fondamentale per interrompere canali di approvvigionamento locali.

Il fermo e l’intervento nel garage

Entrati nel locale, gli agenti hanno trovato all’interno un banco di lavoro attrezzato, chiaro segnale dell’utilizzo del box per l’attività di preparazione delle dosi. Sul tavolino erano presenti diversi elementi che identificano la funzione di laboratorio domestico: un pezzo di hashish del peso di circa 55 grammi, un involucro contenente 25,6 grammi di cocaina e un bilancino di precisione. La presenza di questi strumenti ha confermato l’ipotesi investigativa iniziale, trasformando il controllo in un sequestro di sostanze e materiale utile al confezionamento.

I primi riscontri materiali

Il ritrovamento sul tavolo è stato solo l’inizio delle operazioni: gli agenti hanno esteso la perquisizione all’intera area del box e agli eventuali spazi di stoccaggio. L’analisi del locale ha evidenziato segni riconducibili a un’attività sistematica di preparazione e suddivisione delle dosi, con attrezzature dedicate e residui riconducibili alla manipolazione di sostanze stupefacenti. Questi elementi sono stati annotati nel verbale come prove di un’attività di spaccio organizzata a livello locale.

Sequestri e strumenti rinvenuti

Nel corso della perquisizione gli agenti hanno trovato ulteriore materiale occultato: all’interno di una cassetta nel box sono stati rinvenuti due involucri di cocaina per un peso complessivo di 128 grammi e 830 grammi di hashish suddivisi in otto panetti. Oltre alle sostanze, sono stati sequestrati una macchina per il confezionamento sottovuoto, ulteriori bilancini di precisione e materiale per il confezionamento, indizi che hanno confermato l’utilizzo del garage come base logistica per la distribuzione.

Elementi che aggravano l’ipotesi di reato

La quantità complessiva delle sostanze e la presenza di apparecchiature per il confezionamento hanno consolidato l’accusa di detenzione ai fini di spaccio nei confronti del fermato. Nel repertorio probatorio sono stati inseriti anche gli strumenti per il peso e la suddivisione delle dosi, la cui funzione non lascia spazio a dubbi sulla destinazione commerciale della merce sequestrata. Questi aspetti sono determinanti per la successiva attività dell’autorità giudiziaria.

L’arma artigianale trovata e le implicazioni

Durante i controlli all’interno del box è stata inoltre rinvenuta una penna pistola di fattura artigianale, completa di dieci cartucce calibro 22 e un bossolo dello stesso calibro. Il ritrovamento di un’arma, seppur mimetizzata in un oggetto di uso comune, ha aggravato la posizione del 39enne, introducendo anche l’ipotesi di violazioni relative al possesso di armi clandestine. Tale elemento aumenta la gravità dell’intervento e le conseguenze penali per l’indagato.

L’operazione rappresenta un esempio di come coordinamento investigativo e presenza sul territorio possano portare a risultati significativi nel contrasto allo spaccio. Il sequestro di oltre 900 grammi di stupefacenti, insieme agli strumenti per il confezionamento e all’arma clandestina, interrompe una possibile filiera locale e offre spunti per ulteriori approfondimenti investigativi. Le indagini proseguono per chiarire ruoli e canali di approvvigionamento, mentre l’arrestato è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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