Dopo i gravi incidenti sulle linee 9, 12 e 15 le sigle sindacali chiedono risorse certe e un piano di sviluppo per la rete tranviaria

La rete tranviaria milanese è tornata al centro del dibattito pubblico dopo una serie di eventi che hanno coinvolto le linee 9, 12 e 15. In particolare il deragliamento avvenuto il 27 febbraio e gli altri episodi ravvicinati hanno innescato la reazione delle organizzazioni sindacali, che il 12 marzo 2026 hanno richiesto un confronto urgente con la dirigenza di Atm.
Le sigle rappresentative — tra cui FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL e OR.S.A. — hanno chiesto risposte chiare su sicurezza, manutenzione e piani di sviluppo.
I sindacati sostengono che non siano più accettabili interventi sporadici e puntuali: occorre un piano straordinario che stanzi risorse strutturali per la manutenzione e tuteli la continuità del servizio. Hanno inoltre rivendicato un piano industriale che garantisca investimenti a medio e lungo termine e che tolga il capitolo della manutenzione dai vincoli più stringenti di bilancio, definiti dalle organizzazioni come vincoli di bilancio. Sul tavolo del confronto è entrata anche la richiesta di formazione continua per il personale, strumento considerato indispensabile per la tutela dell’utenza e degli operatori.
Cosa è emerso dall’incontro con la dirigenza
Nel colloquio svoltosi nella sede aziendale l’amministratore delegato Alberto Zorzan ha fornito informazioni sulle risultanze disponibili riguardo al grave incidente del 27 febbraio, ricordando che le indagini della Magistratura sono in corso e che la società collabora. Le parti hanno concordato di non discutere in dettaglio gli aspetti tecnici finché non saranno completate le verifiche ufficiali. Atm ha dichiarato che la programmazione degli interventi manutentivi non ha subito variazioni, ma questa rassicurazione è stata giudicata insufficiente dai rappresentanti dei lavoratori, che richiedono misure strutturali e monitoraggio indipendente.
Numeri e gravità degli eventi
La sequenza registrata nelle ultime settimane comprende quattro episodi tra deragliamenti e principi di incendio, con conseguenze rilevanti: il deragliamento della linea 9 ha provocato circa quaranta feriti e la morte di due persone. Altri casi, come l’evento sulla linea 15 a Rozzano e il tram 27 in zona Mecenate, hanno ulteriormente alimentato le preoccupazioni. Per i sindacati questa concatenazione di guasti non è più da considerare come mera eccezione tecnica, ma come segnale della criticità della tenuta complessiva della rete tranviaria.
Le richieste sindacali nel dettaglio
Le organizzazioni di categoria hanno elencato richieste precise: l’immediata definizione di un piano straordinario che preveda lo stanziamento di risorse strutturali dedicate alla manutenzione, la rimozione di tale voce dalle restrizioni imposte dal bilancio e l’avvio di un piano industriale che chiarisca gli investimenti futuri. Hanno inoltre sottolineato l’importanza della formazione continua come elemento imprescindibile per la sicurezza, definendola un percorso obbligatorio per mantenere e valorizzare la professionalità del personale del Gruppo Atm.
Ruolo di verifica e tutela del personale
I sindacati hanno ribadito che, pur rispettando l’attività degli inquirenti, non rinunceranno al proprio ruolo di controllo sulle condizioni operative quotidiane: chiedono accesso a dati, piani di manutenzione e verifiche periodiche indipendenti per garantire che le misure promesse siano effettivamente realizzate. La difesa della professionalità delle maestranze viene indicata come prioritario elemento di tutela sia per i lavoratori sia per i cittadini che utilizzano il servizio.
Le risposte di Atm e i prossimi passi
Da parte sua Atm ha espresso disponibilità a individuare soluzioni condivise e a proseguire il dialogo con le organizzazioni sindacali, sottolineando che la sicherheità (sicurezza) rimane una priorità aziendale e che non è oggetto di riduzioni nella spesa. L’azienda ha anche specificato che, eccetto il grave incidente del 27 febbraio ancora sotto accertamento giudiziario, non sono state rilevate anomalie funzionali generalizzate nelle infrastrutture e nei mezzi e che le squadre operative hanno sempre lavorato per ripristinare tempestivamente il servizio.
Perché è importante intervenire subito
La discussione non riguarda solo la reazione a episodi recenti, ma la capacità di prevenzione futura della città: investire in manutenzione, definire un piano industriale credibile e assicurare formazione continua sono passaggi necessari per evitare il ripetersi di eventi gravi. Per i pendolari e per chi vive in città la promessa dei sindacati è semplice: la sistema tranviario deve essere tutelato con misure strutturali e verificabili, non con interventi episodici o emergenziali. Il confronto rimane aperto e le parti si sono impegnate a proseguire il dialogo per tradurre le parole in atti concreti.





