Un percorso che mette al centro le parole dei preadolescenti e degli adolescenti di Bollate, con appuntamenti pubblici per trasformare le lettere anonime in confronto reale.

È nato a Bollate un progetto che recupera la parola dei più giovani come punto di partenza per costruire dialogo tra generazioni. L’iniziativa, denominata “Lettere ai grandi. Ciò che vorrei dirvi davvero”, propone uno spazio protetto dove i ragazzi possono esprimersi liberamente: le loro testimonianze vengono raccolte in forma anonima e poi restituite alla comunità per avviare un confronto concreto.
In questo modo il territorio prova a trasformare l’ascolto in pratica educativa.
Il percorso si rivolge a preadolescenti e adolescenti del territorio e coinvolge scuole, oratori, famiglie e realtà di sostegno locale. L’obiettivo è creare un ponte tra le esigenze dei giovani e il mondo adulto, affinché insegnanti, genitori e operatori possano comprendere meglio bisogni, dubbi e aspettative emergenti dalle lettere. L’approccio punta su anonimato e tutela della privacy per favorire l’autenticità delle parole.
Chi promuove e chi partecipa
Il progetto è promosso dall’Assessorato alle Politiche Educative e Giovanili del Comune di Bollate con la collaborazione dei consiglieri comunali Samuele Marazzi e Gloria Caccavale. Alla rete partecipano inoltre la realtà pastorale cittadina, il Consultorio Familiare di Bollate e le scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio. Tra i destinatari ci sono anche i giovani che frequentano i percorsi di pastorale giovanile negli oratori, mentre docenti e genitori sono chiamati a rendere concreto il confronto che nascerà dalle lettere.
Ruoli professionali e sostegno
Per guidare gli incontri pubblici sono stati coinvolti professionisti del Consultorio: la dott.ssa Federica Pirrera, psicologa e psicoterapeuta, e il dott. Francesco Pessina, psicologo e consulente scolastico. Il loro contributo garantisce che la restituzione delle lettere avvenga in un contesto attento alla salute mentale e al benessere educativo, favorendo un dialogo rispettoso e informato tra ragazzi e adulti.
Il percorso di scrittura e l’anonimato
Al centro dell’iniziativa c’è la produzione epistolare: ciascun ragazzo è invitato a redigere due testi in forma anonima, uno rivolto ai “grandi” in senso lato e uno specifico per i genitori. Le lettere sono raccolte nelle scuole e negli oratori per poi essere analizzate e preparate alla condivisione pubblica. La scelta di mantenere l’anonimato è fondamentale per proteggere gli autori e per ottenere espressioni sincere, senza timore di giudizio o ritorsioni.
Finalità della restituzione
La restituzione delle lettere non si configura come un semplice esercizio simbolico, ma come un momento operativo per costruire nuove forme di dialogo e progettare azioni educative condivise. Attraverso l’analisi dei temi emersi, scuole, famiglie e realtà associative potranno individuare priorità di intervento e strumenti di accompagnamento, trasformando le parole in spunti concreti per migliorare la vita della comunità educativa.
Gli appuntamenti aperti alla cittadinanza
La parte pubblica del progetto si svolgerà nella Sala Conferenze della Biblioteca di Bollate, in piazza Generale Carlo Alberto dalla Chiesa 30. È prevista una prima serata di restituzione pubblica mercoledì 18 marzo 2026 alle ore 21.00, durante la quale verranno presentati i contenuti emersi dalla scrittura epistolare. Seguiranno due momenti di confronto, mercoledì 25 marzo e 8 aprile 2026 sempre alle ore 21.00, pensati per mettere a confronto giovani, istituzioni e operatori educativi sui temi principali venuti alla luce.
L’Assessore alle Politiche Educative e Giovanili, Mauro Dainelli, ha sottolineato come l’iniziativa non sia una mera esposizione di dati, ma una reale opportunità per costruire una comunità educante capace di ascoltare e accompagnare. L’auspicio è che questi incontri favoriscano la nascita di pratiche condivise per rispondere alle esigenze dei ragazzi, promuovendo ascolto attivo e collaborazione tra scuole, famiglie e servizi del territorio.





