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Omicidio di Jhoanna Nataly Quintanilla: tra video e tracce la ricostruzione dell’accusa

Il processo per la morte di Jhoanna Nataly Quintanilla si concentra su filmati e percorsi telefonici che collegano il compagno Pablo Gonzalez Rivas alla scomparsa, mentre il corpo è stato recuperato nell'Adda

Jhoanna Nataly Quintanilla, la babysitter scomparsa e poi ritrovata senza vita, è al centro di un procedimento penale avviato davanti alla Corte d’Assise di Milano. Il processo riguarda la ricostruzione delle immagini video, i movimenti tracciati e le dichiarazioni rese in aula.

È imputato Pablo Gonzalez Rivas, difeso dall’avvocato Paola Selleri, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Il corpo ritrovato nell’Adda il 2 marzo è stato formalmente identificato come quello di Jhoanna Nataly Quintanilla. Gli inquirenti hanno disposto ulteriori accertamenti presso l’istituto di medicina legale per chiarire cause e modalità del decesso. Le indagini sono coordinate dalle procure competenti e dai reparti investigativi coinvolti.

Quel che emerge dalle immagini e dai tabulati

Le indagini, coordinate dalle procure competenti e dai reparti investigativi coinvolti, si concentrano sulle prove video e sui tabulati.

I filmati delle telecamere mostrano Quintanilla entrare nell’appartamento in piazza dei Daini, zona Bicocca. Non risultano immagini che documentino un suo allontanamento successivo.

L’abitazione ha un unico accesso e finestre affacciate sulla strada. Questo elemento aumenta il rilievo delle registrazioni, poiché nei filmati non è visibile alcun passaggio della donna verso l’esterno.

Movimenti dell’imputato

Le immagini riprendono l’imputato mentre scende nel box, prende una valigia e rientra nell’appartamento con apparente disinvoltura. Successivamente esce nuovamente trasportando lo stesso bagaglio con maggior difficoltà. Il contenuto della valigia è stato recuperato settimane dopo durante le operazioni di ricerca: conteneva il corpo di Quintanilla.

Gli investigatori hanno integrato le registrazioni video con i tabulati telefonici e i tracciamenti dell’auto. Queste evidenze hanno permesso di ricostruire gli spostamenti dell’uomo nelle ore successive alla scomparsa e di delineare un quadro cronologico dei suoi percorsi.

Le versioni fornite e le audizioni in aula

I dati ci raccontano una storia interessante: le dichiarazioni raccolte in aula divergono sulle responsabilità e sui tempi dei fatti. In udienza la difesa e l’imputato hanno fornito versioni alternative su chi abbia segnalato per primo l’assenza di Quintanilla. In una prima ricostruzione la datrice di lavoro della vittima avrebbe lanciato l’allarme. Successivamente Pablo Gonzalez Rivas ha presentato una denuncia in cui descrive la compagna come una persona fragile e depressa. Alcuni testimoni, tra cui un’amica della vittima presente in aula, hanno manifestato scetticismo verso quella narrazione.

Contestazioni e indizi

Gli inquirenti, coordinati dall’aggiunta Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo, hanno posto l’attenzione su elementi mancanti al momento del ritrovamento. Non sono stati rinvenuti il cellulare della vittima, i documenti e un cappellino utile all’identificazione. L’accusa ritiene che tali oggetti possano essere stati sottratti per ostacolare le indagini. Le dichiarazioni in aula e le evidenze materiali sono ora al centro delle prossime attività probatorie.

Ritrovamento del corpo e sviluppi dell’inchiesta

I dati raccontano una storia interessante: il corpo recuperato nell’Adda, all’altezza di Zelo Buon Persico, è stato riconosciuto come quello di Jhoanna Nataly Quintanilla dagli accertamenti preliminari. Le ricerche sul fiume erano state indirizzate anche dalle indicazioni fornite dall’imputato, che aveva riferito di essersi liberato del corpo in un fossato nei pressi di Cassano d’Adda senza però precisare il punto esatto.

I carabinieri delle compagnie e dei nuclei investigativi di Lodi e Milano hanno condotto le operazioni coordinate con i magistrati competenti. Sono stati impiegati droni e mezzi specialistici per i rilievi sul luogo del ritrovamento e per gli approfondimenti tecnici. Proseguono gli accertamenti tossicologici e antropologici necessari per stabilire cause e tempi della morte, che saranno al centro delle prossime attività probatorie.

Versioni contrapposte e indagini supplementari

I dati ci raccontano una storia interessante: durante gli interrogatori l’imputato avrebbe fornito versioni alternative sul fatto. Citando l’udienza a cui ha partecipato la gip Anna Calabi, l’imputato avrebbe parlato anche di un presunto gioco erotico andato male. Gli investigatori non hanno riscontrato questa ricostruzione. Alcune dichiarazioni sono state ritenute orientate a depistare le indagini piuttosto che a contribuire al ritrovamento del corpo.

L’analisi dei dispositivi elettronici di Pablo Gonzalez Rivas e le testimonianze di conoscenti hanno indicato inoltre l’esistenza di una relazione parallela con una donna residente in El Salvador. Secondo l’accusa tale circostanza avrebbe aumentato le tensioni nella coppia e costituito una possibile motivazione per l’omicidio. Le attività probatorie proseguiranno con gli accertamenti tossicologici e antropologici volti a stabilire cause e tempi della morte.

Il procedimento in aula e le prossime fasi

La seconda udienza del processo, presieduta dalla giudice Antonella Bertoja, ha visto in aula carabinieri e testimoni. I testi hanno ricostruito le ricerche e le fasi iniziali dell’indagine. Le parti si sono confrontate su elementi probatori fondamentali: le immagini video, i percorsi telefonici e i dati di geolocalizzazione del veicolo dell’imputato.

Le attività probatorie proseguiranno con gli accertamenti tossicologici e antropologici volti a stabilire cause e tempi della morte. Successivamente saranno approfonditi gli esiti degli accertamenti medico-legali sul corpo e le eventuali responsabilità penali. L’istruttoria intende verificare se gli elementi raccolti confermino o escludano la dinamica contestata. Prossime udienze e perizie determineranno i passaggi procedurali successivi e i relativi calendari processuali.

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