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Fermo a Milano: agente accusato di omicidio per la morte di Mansouri

Un assistente capo in servizio al commissariato Mecenate è stato fermato con l'accusa di omicidio volontario per la morte di Abderrahim Mansouri nel boschetto della droga di Rogoredo

Milano. La Procura di Milano ha disposto il fermo di un agente del commissariato Mecenate, ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio avvenuto nel cosiddetto boschetto della droga di Rogoredo. L’episodio ha riacceso il dibattito pubblico sulla gestione delle operazioni di polizia nella zona.

La vittima è Abderrahim Mansouri, 28 anni, colpito da un proiettile alla testa mentre era sottoposto a un controllo antidroga. La vicenda è iscritta in un fascicolo penale coordinato dalla Procura che ha motivato il provvedimento cautelare indicando il presunto pericolo di fuga dell’indagato.

Le indagini, condotte dalla Procura e dagli organi di polizia competenti, mirano a ricostruire la dinamica del controllo e la responsabilità dell’agente. Non sono state comunicate ulteriori informazioni sugli sviluppi probatori né sul luogo esatto del fermo. L’inchiesta proseguirà con accertamenti tecnici e testimoniali.

Il provvedimento della Procura

In seguito agli accertamenti preliminari la Procura ha disposto il fermo dell’indagato per il reato di omicidio volontario. Il pubblico ministero ha ritenuto l’operatore gravemente indiziato e ha motivato il provvedimento con il timore di una possibile sottrazione alle esigenze di giustizia. Per queste ragioni gli inquirenti hanno eseguito il fermo in vista di una richiesta di custodia cautelare in carcere.

Chi coordina le indagini

Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Giovanni Tarzia, che ha presentato la richiesta al giudice per le indagini preliminari. La Procura, guidata dal procuratore Marcello Viola, ha diffuso una nota ufficiale per spiegare le ragioni del provvedimento e sottolineare la necessità di chiarire la dinamica dei fatti. L’inchiesta proseguirà con accertamenti tecnici e testimoniali.

La dinamica dell’evento e le circostanze

L’inchiesta proseguirà con accertamenti tecnici e testimoniali. Secondo quanto ricostruito finora, il ragazzo è stato colpito durante un controllo antidroga in un’area nota per lo spaccio cronico. Il colpo letale ha raggiunto la testa, circostanza che ha reso immediatamente critica la situazione e ha determinato l’apertura del procedimento penale. Gli inquirenti stanno verificando i singoli passaggi dell’intervento operativo per stabilire responsabilità e possibili violazioni di procedure.

Elementi oggetto di approfondimento

Le indagini si concentrano su più profili. È in corso l’accertamento della dinamica esatta del controllo e della legittimità dell’impiego dell’arma da parte dell’operatore. Saranno acquisite registrazioni video e ascoltati i testimoni utili a ricostruire la sequenza dei fatti. Il tema del uso della forza nelle operazioni di polizia assume rilievo nel quadro probatorio, poiché ogni elemento può influire sulla qualificazione giuridica degli eventi. Gli approfondimenti tecnici includeranno esami balistici e, se disposti dall’autorità giudiziaria, l’autopsia.

Implicazioni e reazioni

Gli approfondimenti tecnici includeranno esami balistici e, se disposti dall’autorità giudiziaria, l’autopsia. Il fermo di un appartenente alle forze dell’ordine determina immediate ricadute istituzionali e mediatiche.

Le autorità ribadiscono il principio che nessuno è al di sopra della legge e chiedono che l’inchiesta proceda con rigore. Le organizzazioni civiche e le istituzioni locali sollecitano verifiche sulle procedure operative e sulle misure di prevenzione nelle aree ad alta criticità.

Il lavoro degli inquirenti sarà determinante per chiarire le responsabilità, fornire risposte alle famiglie coinvolte e garantire il rispetto delle garanzie processuali per l’indagato. Si attende inoltre l’esito degli accertamenti tecnici per definire la ricostruzione dei fatti.

Prossime fasi processuali

La Procura ha inoltrato la richiesta di custodia cautelare al gip, il giudice che valuterà la misura alla luce delle prove raccolte. Nei prossimi giorni sono previsti approfondimenti sugli accertamenti tecnici, sulle testimonianze e sull’acquisizione di filmati utili alla ricostruzione dei fatti. L’esito di tali attività determinerà l’eventuale prosecuzione del procedimento penale.

Fino a quando non saranno chiariti i punti ancora in sospeso, il caso resterà sotto osservazione pubblica. La vicenda evidenzia la necessità di indagini rigorose per tutelare la verità processuale e i diritti di tutte le parti coinvolte. La decisione del gip seguirà l’istruttoria e si baserà sulle risultanze investigative acquisite.

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