Allarme nella mensa del Lycée Stendhal di Milano: dodici bambini e una cuoca hanno avvertito malori respiratori durante il pranzo; intervento di ambulanze, vigili del fuoco e nucleo Nbcr

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Il 19/02/2026 la mensa del Lycée Stendhal, la scuola francese di Milano in via Laveno, è stata teatro di un episodio che ha suscitato preoccupazione tra studenti, famiglie e personale. Durante l’ora di pranzo alcuni alunni delle elementari e una cuoca hanno accusato disturbi respiratori e irritazioni agli occhi.
Sono intervenute ambulanze e squadre dei vigili del fuoco per mettere in sicurezza i locali e prestare soccorso. Le autorità competenti hanno avviato accertamenti per stabilire le cause dell’episodio.
Il primo intervento e le rilevazioni tecniche
Sul posto sono accorse ambulanze, automediche e pattuglie di polizia. Per prudenza sono intervenuti tre mezzi dei vigili del fuoco, incluso il Nucleo Nbcr, l’unità specializzata in rischi nucleari, biologici, chimici e radiologici.
I soccorritori hanno isolato l’area mensa e allontanato gli studenti interessati. Sono proseguite verifiche strumentali per escludere la presenza di sostanze pericolose.
Le analisi preliminari dell’aria non hanno riscontrato contaminanti chimici persistenti. Tuttavia, gli esami hanno indicato la probabile presenza di un agente irritante spruzzato localmente.
Le autorità competenti hanno avviato accertamenti per stabilire origine e responsabilità dell’episodio.
Ipotesi investigativa
Le autorità hanno approfondito la pista secondo cui nell’aula mensa sia stato disperso uno spray urticante, verosimilmente a base di peperoncino. Il prodotto provoca sintomi rapidi e diffusi, in particolare lacrimazione, tosse e disturbi respiratori. I sintomi tendono ad aggravarsi in spazi chiusi e durante i pasti, quando le vie aeree risultano più sensibili.
Sono in corso accertamenti tecnici per ricostruire la dinamica dell’episodio e individuare l’origine della dispersione. Le autorità cercano elementi utili a stabilire eventuali responsabilità; le indagini proseguiranno con l’analisi dei referti medici e delle immagini di sorveglianza.
Persone coinvolte e prognosi
Sono state coinvolte 14 persone tra studenti e personale scolastico. Tra questi figurano 12 alunni della scuola primaria e il personale della mensa.
Una ragazza ha riportato sintomi asmatici. Sei persone sono state accompagnate in ospedale per accertamenti.
Dopo i controlli tutti i pazienti sono stati dimessi e non risultano ricoveri gravi. Le condizioni cliniche al momento non destano preoccupazione secondo le fonti sanitarie.
La scuola ha ripreso le attività didattiche per la restante popolazione studentesca. La mensa è rimasta temporaneamente chiusa per consentire operazioni di sanificazione e verifiche tecniche.
Le autorità continueranno le indagini sui referti medici e sulle immagini di sorveglianza per individuare eventuali responsabilità.
Comunicazione e gestione interna
La direzione ha informato famiglie e autorità competenti e ha attivato il coordinamento con soccorritori e forze dell’ordine per la ricostruzione dei fatti. Le comunicazioni ufficiali sono state inviate alle famiglie degli interessati e agli enti di vigilanza.
All’interno del campus, il pranzo costituisce il momento di incontro tra studenti di diverse età, aumentando il numero di persone potenzialmente esposte. Per questo la scuola ha programmato verifiche più stringenti sui controlli d’accesso e sulle procedure di sicurezza nelle aree comuni, definite come spazi condivisi da più ordini di scuola.
Dal punto di vista ESG, la gestione del caso è stata orientata alla tutela della salute e alla trasparenza delle informazioni. Le autorità continueranno l’analisi dei referti medici e delle immagini di videosorveglianza per individuare eventuali responsabilità; sono previste ispezioni e un piano di adeguamento delle procedure di sicurezza.
Esiti delle indagini e provvedimenti
Le indagini proseguono sulla base delle immagini di videosorveglianza acquisite per accertare eventuali responsabilità. La presunta autore del gesto è stato individuato tra gli studenti delle medie e sono stati avviati provvedimenti disciplinari a suo carico. Le autorità competenti mantengono aperta la ricostruzione delle motivazioni e delle modalità dell’episodio.
La scuola ha confermato l’impegno a collaborare con le forze dell’ordine e con i servizi sanitari per mitigare i rischi e prevenire il ripetersi di eventi analoghi. Si prevede l’implementazione di un piano di adeguamento delle procedure di sicurezza, comprensivo di ispezioni e aggiornamento delle misure preventive.
Questo episodio evidenzia la vulnerabilità degli spazi collettivi e la necessità di protocolli chiari per la gestione di sostanze irritanti. Dal punto di vista ESG, la prevenzione e la formazione del personale rappresentano un business case per ridurre rischi sanitari e costi operativi. Le aziende leader hanno capito che investire in formazione su emergenze chimiche e in procedure di risposta rapida migliora la sicurezza complessiva.
Tra le misure indicate dagli esperti figurano l’aggiornamento dei piani di emergenza, esercitazioni periodiche e la revisione delle regole d’accesso agli edifici. È atteso un monitoraggio degli esiti disciplinari e delle azioni preventive come sviluppo operativo nelle prossime settimane.
Il caso del 19/02/2026 al Lycée Stendhal resta oggetto di approfondimento, con indagini in corso per ricostruire dinamiche e responsabilità. Le autorità comunicano che le persone coinvolte stanno bene e che gli accertamenti proseguiranno.
Le misure al centro del dibattito includono controllo degli accessi, sensibilizzazione delle famiglie e aggiornamento dei protocolli di evacuazione e di primo soccorso. Dal punto di vista operativo, tali interventi sono considerati prioritari per ridurre il rischio di nuovi incidenti e per migliorare la prontezza gestionale.
La sostenibilità è un business case anche nella gestione delle emergenze: investimenti mirati in formazione, tecnologie di sicurezza e procedure standardizzate possono ridurre costi e impatti. Le aziende e le istituzioni scolastiche che adottano pratiche integrate migliorano resilienza e tutela delle persone.
È previsto un monitoraggio degli esiti disciplinari e delle azioni preventive, con ulteriori accertamenti tecnici e verifiche organizzative nelle prossime settimane.





