Il FOG Performing Arts Festival tornerà a Milano nel 2026, presentando un programma straordinario e ricco di eventi imperdibili. Non perdere l'opportunità di vivere esperienze uniche nel cuore della cultura e dell'arte contemporanea!

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Milano si prepara ad accogliere la nona edizione del FOG Performing Arts Festival, un evento che si preannuncia ricco di artisti di fama mondiale e performance innovative. Dal 27 febbraio al 26 aprile 2026, la Triennale Milano si trasformerà in un palcoscenico vibrante, ospitando una varietà di eventi che spaziano dal teatro alla danza, dalla musica alle performance artistiche.
Programma del festival
Il festival si articolerà in due fasi, la prima delle quali si svolgerà tra febbraio e marzo. La manifestazione prenderà il via con una creazione in prima assoluta del celebre artista Romeo Castellucci, realizzata appositamente per gli spazi della Triennale. Questo evento rappresenta un’importante opportunità per il pubblico di immergersi in un’opera unica che utilizza il contesto architettonico come parte integrante dell’esperienza.
Performance di apertura e prime italiane
La prima settimana vedrà anche il debutto italiano di Mario Banushi, un regista che ha saputo creare un linguaggio scenico originale. La sua opera esplorerà il legame madre-figlio, trasformando la scena in un paesaggio della memoria che invita il pubblico a riflettere su esperienze universali di affetto e perdita.
Inoltre, il festival ospiterà un DJ set di Radio Raheem, dove DJ Esselunga e Luwei offriranno un’esperienza musicale unica per celebrare l’apertura di FOG 2026.
Temi e artisti in evidenza
Tra le performance più attese c’è quella di Alberto Cortés, che presenterà uno spettacolo intimo, Analphabet, in cui la musica e la poesia si intrecciano per affrontare il tema della violenza intra-genere. Questa performance promette di essere non solo toccante ma anche sorprendente, offrendo una nuova prospettiva su relazioni complesse.
Riflessioni su genere e identità
Un altro evento significativo del festival sarà una performance che esplora la storia delle burrnesha, donne che in alcune comunità balcaniche si identificano come uomini. Questo lavoro artistico intende mettere in discussione gli stereotipi di genere, aprendo un dibattito critico sul potere e l’identità.
Il festival non si limiterà a rappresentare opere di musica e danza, ma includerà anche installazioni video e performance interattive. Tra queste, spicca il contributo di Ontroerend Goed, una compagnia belga che coinvolgerà il pubblico in un’esperienza partecipativa unica.
Incontri tra culture e generi
Il FOG 2026 vedrà la fusione di culture diverse, come dimostrato dalla performance di Saint Abdullah e Eomac, dove la musica elettronica si unisce a elementi visivi per esplorare il tema dell’identità in un contesto di migrazione. Questa collaborazione internazionale metterà in risalto la ricchezza delle esperienze artistiche contemporanee.
La narrazione attraverso la danza sarà ulteriormente sviluppata da artisti come un coreografo libanese, che intreccerà danza e poesia per raccontare storie di lavoratrici migranti, affrontando questioni di amore, paura e resistenza.
Prospettive future
La prima fase del festival culminerà in eventi che invitano alla riflessione su temi di grande attualità, come il lutto e la memoria collettiva. Il FOG Performing Arts Festival si propone non solo come un palcoscenico per performance artistiche, ma come un vero e proprio laboratorio di idee, dove il pubblico avrà l’opportunità di partecipare attivamente a un dialogo culturale.
Fino ad aprile, il festival continuerà a sorprendere e ispirare tutti coloro che si avvicineranno a questa manifestazione unica. Con artisti provenienti da ogni angolo del mondo, Milano si conferma come un centro vitale per le performing arts internazionali.





