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Rogoredo: il caso di Abderrahim Mansouri e le indagini sul poliziotto

Il caso di Abderrahim Mansouri riapre interrogativi su precedenti penali di un agente.

La tragica morte di Abderrahim Mansouri, un giovane di 28 anni ucciso durante un intervento antidroga a Rogoredo, ha suscitato un’ondata di interrogativi riguardo le azioni del poliziotto coinvolto, attualmente sotto indagine per omicidio volontario. Le indagini, avviate a seguito dell’episodio avvenuto il 26 gennaio, hanno portato alla luce un precedente che potrebbe influenzare la percezione della condotta dell’agente.

Il caso di Abderrahim Mansouri

Il tragico evento si è verificato durante un controllo antidroga. Mansouri è stato colpito mortalmente, e subito dopo l’incidente, la Procura di Milano ha iniziato a esaminare le circostanze che lo hanno portato a perdere la vita. Le autorità hanno avviato un’inchiesta per determinare se l’uso della forza da parte del poliziotto fosse giustificato. Le prime notizie hanno rivelato che l’intervento era mirato a contrastare il traffico di sostanze stupefacenti nella zona.

Il precedente dell’agente

Un aspetto cruciale emerso nelle indagini è un arresto effettuato dall’agente indagato nel maggio, nel quartiere di Corvetto. In quell’occasione, il fermato, un cittadino tunisino, fu assolto poiché le prove presentate in aula risultarono insufficienti. L’analisi della sentenza ha rivelato incongruenze significative nella ricostruzione dei fatti, come un inseguimento non documentato e discrepanze sulle prove fotografiche.

Le incongruenze e le reazioni

Il giudice che ha esaminato il caso ha sottolineato che alcune affermazioni del poliziotto non coincidevano con le immagini delle telecamere di sorveglianza. Questo ha portato a una revisione dell’intero procedimento, con gli atti trasmessi alla Procura per valutare eventuali responsabilità. Con il riemergere di questi dettagli, il procuratore capo Marcello Viola e il pm Giovanni Tarzia stanno ora considerando questo precedente nel contesto delle indagini sulla morte di Mansouri.

La posizione delle famiglie

Da un lato, la difesa del poliziotto ha ribadito l’assenza di precedenti penali a suo carico, cercando di stabilire un quadro di credibilità intorno alla figura dell’agente. Dall’altro lato, i familiari di Mansouri esprimono preoccupazioni riguardo le incongruenze passate, collegandole a possibili dubbi sulla dinamica dell’ultimo intervento. Questa situazione crea un conflitto di interessi e pone interrogativi sul comportamento delle forze dell’ordine.

Conclusioni e prospettive future

Le indagini continuano e ora spetta agli esperti valutare se il passato dell’agente indagato rappresenti un caso isolato o se possa influenzare la comprensione del tragico incidente a Rogoredo. L’esito di questo processo potrebbe avere ripercussioni significative sulle politiche di sicurezza e sul rapporto tra le forze dell’ordine e la comunità. L’attenzione ora è rivolta alla raccolta di prove e alla valutazione di eventuali responsabilità penali, mentre la comunità si interroga su quanto accaduto.

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