La ceramica italiana perde una delle sue figure più influenti, ma il suo lavoro vive alla Triennale.
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Un talento senza tempo
Rosanna Bianchi Piccoli, artista di fama mondiale e pioniera nel campo della ceramica artistica, è venuta a mancare all’età di 95 anni nella sua amata Milano. La notizia della sua scomparsa è stata comunicata dalla famiglia, lasciando un vuoto incolmabile nel panorama artistico italiano e internazionale. Le sue opere, caratterizzate da una straordinaria maestria e innovazione, continuano a essere esposte alla Triennale di Milano, dove centinaia delle sue creazioni raccontano la storia di una vita dedicata all’arte.
Un viaggio attraverso l’arte e la ceramica
Nata nel 1929 a Milano, Rosanna ha iniziato il suo percorso artistico dopo aver completato gli studi al liceo artistico e all’Accademia di Belle Arti. La sua passione per la ceramica l’ha portata a viaggiare in tutta Europa, approfondendo le sue conoscenze e affinando le sue tecniche. Ha visitato paesi come Germania, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia, Francia, Spagna, Olanda e Belgio, sempre con l’obiettivo di esplorare e studiare le tradizioni ceramiche locali, ma mantenendo sempre un forte legame con la ceramica italiana.
Un’eredità artistica globale
La carriera di Rosanna è stata costellata di mostre significative, sia in Italia che all’estero. La sua arte è stata celebrata in eventi prestigiosi, tra cui la Biennale di Venezia nel 1972 e l’Esposizione Internazionale della Ceramica di Praga. Le sue opere hanno trovato spazio in gallerie e musei di tutto il mondo, contribuendo a diffondere la cultura della ceramica artistica italiana. La sua capacità di unire tradizione e innovazione ha ispirato generazioni di artisti, rendendola una figura di riferimento nel settore.