Un tributo a Leo Siegel, figura iconica dell'hockey e del giornalismo sportivo milanese.
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Una vita dedicata allo sport e al giornalismo
Il mondo dello sport milanese piange la scomparsa di Leo Siegel, un uomo che ha dedicato la sua vita all’hockey e al giornalismo. Nato a Torino nel 1945, Siegel si trasferì a Milano da bambino, dove sviluppò una passione travolgente per lo sport, in particolare per l’hockey su ghiaccio. La sua carriera iniziò nel giornalismo, dove si distinse per la sua penna incisiva e il suo amore per il gioco. Siegel non era solo un cronista, ma un vero e proprio cantore dell’Hockey Club Milano, contribuendo a scrivere la storia di questo sport attraverso numerosi articoli e pubblicazioni.
Un tifoso appassionato e un leader nel settore
Siegel non era solo un giornalista, ma anche un fervente tifoso dell’Hockey Club Milano. La sua presenza era costante nelle trasferte della squadra, dove seguiva ogni partita con entusiasmo e dedizione. La sua passione per l’hockey lo portò a ricoprire ruoli di leadership, diventando presidente della Lega hockey italiana e di quella europea. La sua influenza nel mondo dell’hockey è stata significativa, e molti lo ricordano come un punto di riferimento per gli appassionati di questo sport. La sua capacità di unire le persone attraverso la sua passione è stata una delle sue più grandi qualità.
Un’eredità duratura
Leo Siegel ha lasciato un’eredità indelebile nel panorama sportivo milanese. Tra i suoi scritti più noti, spicca un volume dedicato allo scudetto del 1991, che rimarrà nella memoria di molti tifosi. La sua carriera non si limitò al giornalismo; Siegel fu anche allenatore della Pro Patria, portando la squadra in serie C1. La sua versatilità e il suo amore per lo sport lo hanno reso una figura rispettata e amata. La sua scomparsa, avvenuta a Milano all’età di 85 anni, lascia un vuoto incolmabile nel cuore di chi lo ha conosciuto e ammirato.