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Zone 30, Milano pone il limite nelle strade con carreggiate più ridotte

Strade con carreggiate più ridotte in zona 30 a Milano: la situazione

Percorso più ristretto nel milanese

Il dibattito sulla riduzione dei limiti di velocità nelle città è al centro dell’attenzione a Milano, dove il governo di centrosinistra sta considerando l’implementazione di limiti più bassi su strade con carreggiate ridotte. Mentre il sindaco Beppe Sala esclude un approccio radicale simile a quello di Bologna, la discussione si focalizza su come migliorare la sicurezza stradale senza imporre restrizioni eccessive alla circolazione.

L’approccio di Milano alla zona 30

Il centrosinistra milanese, al contrario di Bologna, opta per un approccio graduale nella riduzione dei limiti di velocità. Il sindaco Beppe Sala ha sottolineato la difficoltà di adottare il modello bolognese, che prevede l’uso di pattuglie e misuratori di velocità per applicare drasticamente il limite di 30 km/h. Invece, a Milano, si cerca una soluzione più ponderata, focalizzata sulle strade con carreggiate più ridotte, dove la convivenza tra veicoli a motore e mezzi non motorizzati richiede particolare attenzione.

Il consiglio comunale, dopo aver approvato un ordine del giorno nel gennaio 2023 per una misura più restrittiva, cerca ora una modalità di attuazione che promuova la sicurezza per i pedoni e i ciclisti senza abbassare eccessivamente i limiti di velocità in tutta la città.

Risposte alla polemica

Il sindaco Sala, in risposta alle critiche e alle richieste di ciclisti, ha escluso un’estensione generalizzata della zona 30 a Milano, affermando che la città non seguirà l’esempio di Bologna. Tuttavia, il governo milanese sta lavorando su soluzioni mirate per proteggere i cittadini che scelgono la bicicletta come mezzo di trasporto.

Anche in altre città lombarde, come Como e Lecco, si discute della possibilità di introdurre zone a 30 km/h. Il sindaco di Como si pronuncia a favore degli autovelox, mentre a Lecco i cittadini sono divisi sull’idea, consapevoli del potenziale impatto positivo sulla sicurezza stradale. Il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada, sottolinea la necessità di affrontare il tema in modo non politico e divisivo.

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