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Occupato il liceo Russell, gli studenti: “Siamo al limite della sopportazione”

Nella mattinata di mercoledì 30 marzo gli studenti del liceo Russell hanno occupato l'istituto

Ennesima occupazione a Milano, tocca al Russell: "Siamo al limite"

Con l’occupazione del liceo Russell, gli studenti sono arrivati a quota 25: dall’inizio dell’anno si verificano almeno un paio di ‘conquiste’settimanali.

Occupato liceo Russell: le motivazioni

Nella mattinata di mercoledì 30 marzo, dopo essersi trovati nel cortile della scuola, gli studenti hanno organizzato un’assemblea generale al termine della quale hanno preso possesso dell’istituto.

Le motivazioni, come di consueto, riguardano una profonda riforma del sistema scolastico, la modalità di fare didattica e il superamento dell’alternanza scuola-lavoro.

Occupato liceo Russell: i rimproveri degli studenti

I ragazzi hanno fatto sapere in un comunicato: “Siamo arrivati al limite della sopportazione di un sistema scolastico che nel post-pandemia come mai prima d’ora ha fatto sentire le proprie fallacità”. E sottolineano come le criticità si siano “ripercosse sul benessere psicologico della popolazione studentesca senza che nessuno si accorgesse (o volesse accorgersi) di cosa passava nella mente di noi ragazzi, catapultati in una dimensione estraniante di scuola che si occupa solo di impartirci ciò che viene richiesto dai piani ministeriali senza interpellarsi minimamente su quali effetti e quali necessità avessero causato in noi due anni di stato di emergenza.

Occupato liceo Russell: “Ripartiamo da noi”

Gli studenti hanno organizzato una serie di attività per “rilanciare quel senso di cooperazione e collaborazione fra pari che dovrebbe essere alla base del dialogo educativo di cui la pandemia e la sua gestione insufficiente ci hanno privato”. Inoltre, chiedono una scuola che “si occupi di parlare con chiarezza e di esporsi con forza nelle questioni di grandissima rilevanza della nostra quotidianità, come il recente conflitto in Ucraina”.

Tra le richieste emergono la necessità di provvedimenti concreti che forniscano “strumenti reali per affrontare gli anni più belli ma anche più complicati della nostra vita” e la possibilità “costante di usufruire della psicologa della scuola”.

Questa mobilitazione è volta anche al ricordo di Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci, “vittime di un sistema di sfruttamento inaccettabile che li ha costretti a perdere la vita perché si trovavano dovunque tranne dove dovevano essere: in classe e non a lavorare gratuitamente in condizioni di sicurezza insufficienti”.

Urgente il bisogno di una scuola che aiuti gli studenti a sviluppare capacità critica. Infine, essi rivendicano il miglioramento delle condizioni dell’edilizia scolastica, il ripristino della possibilità di acquistare cibo a scuola e la sistemazione dei servizi igienici.

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