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Tamponi e vaccini anti-Covid per i profughi ucraini: l’iter per chi scappa dalla guerra

Allestiti due punti tampone alla Stazione Centrale di Milano e a Lampugnano: l'esercito farà i controlli anticontagio

Tamponi e vaccini anti-Covid per i profughi ucraini: lo screening

In vista dei nuovi arrivi di profughi ucraini, a Milano, parte la rete di prevenzione. Alla Stazione Centrale di Milano e a Lampugnano sono stati allestiti due punti tampone, ai quali si aggiungono quattro hotspot e l’hub vaccinale di Palazzo delle Scintille.

Tamponi e vaccini per i profughi: l’esitazione degli ucraini

Regione Lombardia ha inviato un team sanitario in Polonia per occuparsi dell’evacuazione di malati dal confine con l’Ucraina agli ospedali lombardi. Nella giornata di martedì 15 marzo si terrà una riunione con i sindaci dei capoluoghi lombardi per coordinare nel migliore dei modi aiuti e assistenza. La copertura vaccinale in Ucraina è pari al 35%, a causa di un’esitazione generalizzata nei confronti dei vaccini.

La bassa percentuale interessa sia quelli contro il Covid-19 che quelli contro malattie come poliomielite e morbillo.

Tamponi e vaccini per i profughi ucraini: gli sportelli

Lo scetticismo è diffuso sia all’interno della popolazione che tra gli operatori sanitari ucraini. Attualmente, gli sportelli aperti si trovano a Villa Marelli, all’ospedale militare di Baggio, al Sacco e in via Palermo. A Palazzo delle Scintille è stato istituito un servizio ad hoc che sottopone i profughi a tampone ed anamnesi vaccinale.

In questo modo, verrà registrato temporaneamente nel servizio sanitario regionale con un codice Stp, il quale permetterà di accedere alla sanità lombarda durante il periodo di permanenza nella penisola.

Tamponi e vaccini per i profughi ucraini: i Covid hotel

Chiunque risulti negativo dovrà indossare la mascherina Ffp2 per i cinque giorni successivi al test, mentre i positivi saranno messi in isolamento fino all’azzeramento della carica virale. Il Covid hotel del quartiere Adriano ospiterà i profughi che non hanno un luogo dove andare, in attesa dell’azzeramento della negativizzazione.

Per il momento, i profughi ricoverati sono una decina: qualora dovessero aumentare, il suggerimento di Ats è quello di riattivare alcuni Covid hotel che erano stati utilizzati per l’emergenza causata da Omicron.

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