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Il verde urbano della città di Milano è sotto la media

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Lo dice Coldiretti basandosi sui dati Istat: il verde urbano di Milano è ben al di sotto della media.

Verde urbano Milano
Verde urbano Milano

Durante l’incontro “Il vivaismo italiano post covid-19” e la diffusione della bozza del rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc) dell’Onu, Coldiretti ha dichiarato che nella città di Milano il verde urbano è insufficiente.

Verde urbano Lombardia

La disponibilità media italiana di metri quadrati di verde urbano per cittadino è di 33,8 metri quadrati: Milano dispone esattamente di 17,8 metri quadrati. Nelle altre province migliora relativamente la situazione: Varese con 19,3; Pavia con 24,1; Bergamo con 25,4; Brescia con 26 metri quadrati per abitante; Cremona con 31,6 metri quadrati; Mantova con 40,3 metri quadrati; Monza con 58,3 metri quadrati per abitante; Lodi con 58,6; Como con 67,6.

Primo posto per Sondrio con 298,2 metri quadrati.

Il verde urbano Vs i grandi centri urbani

Coldiretti segnala una situazione preoccupante per i grandi centri urbani: qui il verde per mitigare il clima e ammortizzare gli effetti negativi dell’inquinamento vacilla su valori che vanno solo dai 15,2 metri quadrati per abitante di Messina ai 17,1 a Roma, dai 17,8 di Milano ai 22,2 di Firenze, dai 42,4 di Venezia ai 9,2 di Bari.

Verde urbano: l’importanza delle piante

Le piante sono una vera e propria barriera anti-afa, inoltre, sono in grado di combattere anche l’inquinamento dell’aria. Coldiretti precisa “L’obiettivo è quello di creare vere e proprie oasi mangia smog nelle città dove respirare area pulita grazie alla scelta degli alberi più efficaci nel catturare i gas ad effetto serra e bloccare le pericolose polveri sottili abbassando al tempo stesso la temperatura dell’ambiente circostante durante i periodi più caldi e afosi.” E prosegue “Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno.

Ai primi posti nella speciale classifica delle piante mangia smog ci sono nell’ordine l’Acero Riccio, la Betulla, il Cerro, il Ginkgo Biloba, il Tiglio, il Bagolaro, l’Olmo campestre, il Frassino comune e l’Ontano nero. Per semplificare 12 piante di acero riccio assorbono l’equivalente della CO2 emessa da un’auto di media cilindrata che percorre 10.000 km/anno.” Forse superfluo, ma un’importante precisazione va fatta: una pianta in fase di crescita, contrasterà più efficientemente lo smog e assorbirà gli inquinanti in modo migliore rispetto a un vecchio albero.

Il progetto per il Recovery Plan denominato “Bosco vivo e foreste urbane” di Coldiretti e Federforeste prevede di piantare in Italia 50 milioni di alberi nel giro dei prossimi cinque anni con l’obiettivo di far nascere foreste urbane con una connessione ecologica tra le città. Coldiretti conclude “Il progetto si pone l’obiettivo di gestire il patrimonio forestale in maniera sostenibile per contribuire al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 favorendo lo stoccaggio del carbonio da parte delle superfici forestali e delle foreste urbane. Una sfida per cogliere le opportunità che può offrire un settore da primato del Made in Italy nella transizione ecologica del Paese con un ruolo nella mitigazione dei mutamenti climatici, nella tutela della salute e per la qualità della vita”.

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