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La qualità dell’aria di Milano è tra le più scadenti d’Europa

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L'Agenzia europea per l'ambiente ha stilato una classifica, Milano è tra le città con la qualità dell'aria più scarsa.

Milano e la scarsa qualità dell'aria
Milano e la scarsa qualità dell'aria

Il 17 giugno l’Agenzia Europea dell’ambiente ha pubblicato una classifica che vede Milano al 303° posto (su 322 città) per qualità dell’aria.

Qualità dell’aria Milano: i dati

Il capoluogo lombardo ha un livello di concentrazione di PM2,5 annuo compreso tra 15 e 25 μg/m3: uno dei valori peggiori tra le città d’Europa.

Inevitabile guadagnarsi anche un posto riservato in merito all’inquinamento, a cui la città di Milano è sempre stata soggetta.

Qualità dell’aria Milano: la classifica 2021

Non è cambiato molto dalle classifiche degli anni precedenti: la Pianura Padana e i Paesi dell’Europa dell’est rimangono le città con la qualità dell’aria più scarsa. Riscontrato un miglioramento nell’Europa centrale. Al penultimo posto troviamo Cremona, migliore solo di Nowi Sacz situata nel sud della Polonia.

E poi ancora: Brescia al 315° posto, Pavia (314) e Bergamo (306). Scendendo di un centinaio troviamo Lecco (222°) con una qualità dell’aria mediocre.

Tra le città europee più pulite vi sono Umeå (Svezia), Tampere (Finlandia) e Funchal (Portogallo), le tre più inquinate sono state Nowy Sacz (Polonia), Cremona (Italia) e Slavonski Brod (Croazia).

Un elemento da non sottovalutare è il particolato fine: l’inquinante atmosferico per eccellenza con la maggior incidenza sulla salute.

Un’esposizione a lungo termine al PM2,5 causerebbe malattie cardiovascolari e respiratorie.

Perché la qualità dell’aria di Milano è così inquinata?

Non solo traffico e riscaldamento: anche gli allevamenti intensivi giocano un ruolo cruciale. Nella provincia di Cremona, ad esempio, vengono emesse annualmente 781 tonnellate di polveri ultra fini (il 51% da combustioni di biomasse per riscaldamento), a cui si devono sommare le emissioni di altre sostanze come ammoniaca (ben 18.241 tonnellate annue, il 99% da fonti agro-zootecniche) e ossidi d’azoto (6.503 tonnellate annue, il 41% da trasporti su strada).

La Presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto commenta “Il carico zootecnico rappresenta una fonte prioritaria di emissioni inquinanti non sarà possibile alleviare il quadro scadente della qualità dell’aria nella nostra regione senza affrontare il nodo della sostenibilità dell’allevamento intensivo. Nella prossima Pac occorre prevedere misure che perseguano la riduzione del numero di animali allevati, oltre a mitigare l’impatto della gestione dei reflui di allevamento, supportando gli investimenti agroambientali delle aziende”.

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