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Beppe Sala: “Mi ricorderò delle Regioni che chiedono la patente di immunità”

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Beppe Sala chiede delucidazioni al governo sulla decisione della patente di immunità per i lombardi.

Beppe Sala 3 giugno

Il sindaco di Milano Beppe Sala stamattina ha affrontato due questioni spinose in un videomessaggio dal suo account Facebook. In questi giorni si sta molto dibattendo sia sulla possibilità di far tornare i bambini lombardi a scuola almeno per l’ultimo giorno dell’anno scolastico 2019/2020, oltre alle prospettive per l’ormai data simbolo del 3 giugno.

L’affondo di Beppe Sala

Beppe Sala si esprime sul comportamento corretto dei lombardi, dicendo che “stiamo facendo bene i compiti a casa, e la mia ordinanza di ieri va proprio nella direzione per poter uscire dalla Regione il 3 giugno, contenendo la diffusione del Covid”.

Il primo cittadino di Milano fa un appello al governo: “Chiedo al governo che ci diano le direttive con un po’ di anticipo, perché in molti si dovranno organizzare.

Inoltre, ed è quella che mi sta più a cuore, vorrei sapere con che parametri verrà presa questa decisione: l’R0, il numero di tamponi fatti, il numero di persone in terapia intensiva?”

Poca chiarezza quindi nella comunicazione tra governo e amministrazioni locali su quali saranno i parametri presi in considerazione per la decisione dell’uscita dai confini regionali.

Beppe Sala chiude il suo videomessaggio con un’osservazione tagliente nei confronti dei governatori di altre regioni, dando voce a gran parte dei suoi cittadini e dei lombardi in generale.

Dopo aver citato con plauso le dichiarazioni del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che si è più volte dichiarato favorevole all’ingresso dei cittadini lombardi nella sua regione, si rivolge, senza fare nomi, a coloro che invece hanno sottolineato perplessità: “Parlo da cittadino prima ancora che da sindaco: quando poi dovrò decidere dove trascorrerò una vacanza, me ne ricorderò”.

La replica di Solinas

Sala in materia di coronavirus dovrebbe usare la decenza del silenzio, dopo i suoi famigerati aperitivi pubblici in piena epidemia – ha esordito il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas -.

Nessuno ha chiesto improbabili patenti di immunità, ma un semplice certificato di negatività. La Sardegna lo ha fatto proprio per poter accogliere al meglio e in sicurezza tutti i cittadini, anche e soprattutto quelli che sarebbero fortemente penalizzati. Questa di Sala – ha concluso Solinas – è l’ennesima strumentalizzazione infelice per cercare una ribalta mediatica“.

Ultimo giorno tra i banchi

Il Sindaco di Milano, che in più occasioni si è dimostrato lungimirante e capace di comprendere la situazione in questa emergenza sanitaria, si dichiara “assolutamente favorevole” sul ritorno dei bambini a scuola per passare in un contesto di socialità l’ultimo giorno.
A sostegno del suo parere favorevole porta uno studio commissionato dal Land del Baden-Württemberg – uno dei più colpiti dal Covid19 in Germania – alla clinica di ricerca universitaria di Heidelbergh sulla diffusione del virus tra i bambini da 0 a 10 anni.

Da questo studio è emerso che i bambini in questa fascia d’età non sarebbero né portatori né diffusori del Covid, e proprio in forza di questo sono stati riaperte le scuole per ragazzi fino a 10 anni, dopo aver sottoposto a tampone e test sierologico sia i bambini che le famiglie che i loro insegnanti.


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