×

Emergenza Coronavirus: a Milano serve un nuovo ospedale

Condividi su Facebook

Regione Lombardia chiede aiuto al Governo per costruire un nuovo ospedale e ricavare nuovi posti letto per combattere il Coronavirus.

I numeri di contagi crescono e le strutture ospedaliere sono ormai oberate di lavoro e pazienti. Serve una soluzione e serve subito. Per questo l’idea è di fare come a Wuhan: un nuovo ospedale per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Il luogo migliore per farlo sarebbero i padiglioni di Fiera Milano City.

Emergenza Coronavirus, a Milano nuovo ospedale

Non bastano più i posti letto, anche dopo le soluzioni temporanee attuate per tamponare il problema. Letti nei corridoi, nelle sale operatorie e anche nelle stanze di risveglio. I pazienti stabili vengono dimessi e portati velocemente in case di riposo o in strutture di riabilitazione. Regione Lombardia chiede però un aiuto per assistere al numero di malati gravi che sono sempre di più. Serve un ospedale nel centro della città, proprio come hanno fatto a Wuhan, il maggior focolaio, che però ora sembra rialzarsi.


Nella città della Cina sono riusciti a costruire un nuovo polo ospedalieri in solamente dieci giorni. La Lombardia vuole prenderne esempio e trasformare un ex padiglione della fiera da 12 mila metri quadrati in una terapia intensiva di 600 posti.

All’interno verranno collocati 20 prefabbricati con 30 letti ciascuno, in cui attaccare le macchine per la ventilazione automatica. Inoltre la Fiera è già predisposta alla costruzione del provvisorio ospedale.

Il governatore Attilio Fontana insieme all’assessore alla sanità Giulio Gallera inviano da due giorni lettere di richiesta al governo. “A seguito dell’aumento dei casi riscontrati Regione Lombardia sta convertendo tutti gli spazi possibili e disponibili in aree per Terapie intensive e ha avviato l’ulteriore conversione di aree socio-sanitarie.

Tuttavia la numerosità dei nuovi casi richiede ulteriori azioni per le quali siamo a chiedere il vostro intervento”.

Scrivi un commento

1000

Leggi anche