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Coronavirus, allarme alla Scala: corista infetto forse prima del focolaio

Scatta l'allarme Coronavirus anche alla Scala di Milano: un corista è positivo e il teatro ha prolungato lo stop alle attività fino al 2 marzo.

Coronavirus alla Scala
Coronavirus alla Scala

I contagi continuano ad aumentare: le persone risultate positive al Coronavirus sono 456, 131 in più in un solo giorno. Si tratta della crescita più alta registrata finora. La Lombardia, con 305 infetti, ha il numero più alto di casi. Dopo il focolaio lombardo, segue quello del Veneto, dove i casi registrati sono 71. Segue Emilia Romagna (47), Liguria (16), Piemonte, Lazio, Marche e Sicilia (3), Alto Adige e Campania (1). Le vittime nel nostro Paese sono 12. Intanto aumenta l’allerta anche a Milano: un caso di Coronavirus sarebbe stato registrato al teatro alla Scala. Si tratta di un corista forse infetto già prima del focolaio di Codogno.

Mercoledì 26 febbraio è stato riscontrato un primo contagio in Puglia. Le scuole del Tarantino, dove risiede il 43enne infetto, hanno chiuso. Nella notte l’Iss ha confermato i primi due casi positivi anche in Toscana. Si tratta di un imprenditore fiorentino di 63 anni e del 49enne di Pescia (Pistoia). Quest’ultimo, giovedì 20 febbraio, era rientrato da Codogno, cuore del focolaio. La Regione attende la validazione dell’Iss. I possibili nuovi contagiati sarebbero un 65enne che abita vicino all’imprenditore 63enne e un norvegese di 26 anni che studia a Firenze.

Coronavirus, allerta alla Scala

Il teatro milanese ha disposto di prolungare lo stop alle attività fino al 2 marzo dopo la notizia di un corista infetto, ma non ricoverato. La fase acuta della malattia pare sia ormai superata. Tuttavia, tempi del contagio spaventano e allertano le autorità e i vertici del teatro.

Il dipendente risultato positivo al Coronavirus, infatti, è assente per malattia dal 13 febbraio, oltre una settimana prima della scoperta del focolaio lombardo.

La Scala ha diramato un avviso urgente rivolto a tutti coloro che hanno lavorato per la messa in scena de “Il Trovatore”, il 12 febbraio scarso, e a chiunque è entrato in contatto con il collega. Quest’ultimi dovranno sottoporsi agli accertamenti. La notizia arriva poche ore dopo l’appello del sindaco Sala al premier Conte: “Riapriamo Milano”. Al contrario, per il celebre e prestigioso teatro nel cuore della città meneghina i tempi di chiusura potrebbero allungarsi ulteriormente.

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