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Pompieri aggrediti a Milano: parla caposquadra: “Eravamo 5 contro 100”

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Il caposquadra dei pompieri Francesco Murdica racconta la dinamica dell'aggressione subito dai suoi uomini la notte di Capodanno a Milano.

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A tre giorni dallo spiacevole episodio dei pompieri aggrediti a Milano la notte di Capodanno, parla il caposquadra presente in quelle ore e vittima dell’aggressione avvenuta in via Gola, non lontano dalla zona dei Navigli. Il vigile del fuoco Francesco Murdica ha raccontato ai giornalisti ha raccontato gli attimi di tensione in cui lui e i suoi uomini si sono ritrovati accerchiati da un centinaio di persone che li hanno presi a bottigliate ed hanno rubato loro persino le chiavi dell’autopompa.

Pompieri aggrediti a Milano

Il caposquadra Murdica ha spiegato come in un momento del genere affrontare gli aggressori in maniera esplicita sarebbe stato solo controproducente: “Abbiamo dovuto fare uno sforzo di freddezza perché la rabbia era tanta. Ma non potevamo fare nulla perché eravamo cinque persone contro un centinaio. Reagire non sarebbe servito”.

A rendere incredibile l’intero episodio è stato soprattutto il furto delle chiavi dell’autopompa, una cosa che ha impedito ai vigili dei poter spegnere subito l’incendio: “Senza chiavi ero come un poliziotto disarmato.

[…] Non mi è mai successo in trent’anni di servizio che mi fossero sottratte le chiavi di un mezzo, di solito la gente ci vuole bene. Senza chiavi non si poteva fare nulla e nemmeno attivare l’acqua […] Quando è arrivata la polizia di Stato c’è stato un fuggi fuggi e abbiamo potuto spegnere le fiamme”.

Le parole di Antonio Brizzi

Solidarietà ai vigili del fuoco aggrediti la notte di Capodanno è arrivata dal segretario generale del Conapo (il sindacato autonomo dei vigili del fuoco) Antonio Brizzi, che ha dichiarato in merito: “Non è la prima volta che i vigili del fuoco vengono aggrediti, è già accaduto a Milano come in altre città. Si tratta di fatti gravissimi. Chi aggredisce o ritarda l’azione di chiunque opera per la sicurezza e il soccorso pubblico compie un atto non solo contro gli stessi operatori, ma contro la sicurezza della popolazione.


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