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Case ai Rom, la Lega protesta davanti al Tribunale: le foto del presidio

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Come facilmente prevedibile sono arrivate le proteste contro l’assegnazione delle case ai rom di via Triboniano, stabilita dal tribunale civile di Milano.

Letizia Moratti ha dichiarato:

“Ho il massimo rispetto per l’autonomia della magistratura, che è un valore importante per la democrazia del Paese, ma certamente questa sentenza mi preoccupa perché la decisione l’abbiamo presa ascoltando i cittadini, e addirittura abbiamo modificato decisioni che avevamo già assunto.

Non è stata una scelta fatta con leggerezza. Spero che la sentenza non sia discriminatoria rispetto ai cittadini milanesi e quelli che vivono a Milano. Questa sentenza ci preoccupa”

La Lega invece ha direttamente organizzato un presidio davanti al Tribunale:

“Chiediamo al sindaco Moratti che inserisca nel programma elettorale i vent’anni di residenza per accedere alle case popolari. La Lega ha presentato anche un’interrogazione parlamentare urgente sulla vicenda. Questo presidio l’abbiamo fatto per quelle 18.236 persone che aspettano una casa popolare, tra cui anche alcuni stranieri: 35 nei primi 100 posti in graduatoria.

Anche loro hanno diritto”

(foto LaPresse)

Il vicesindaco ha aggiunto piccato:

“Milano è riuscita a diminuire la presenza dei rom portandola da 8000 in città a 1500 in tutta la provincia, parole del Prefetto. Ma è chiaro che se passa la notizia che a Milano vengono date case gratis ai nomadi, alla luce anche dell’entrata nell’area Schengen della Romania che avverrà nel 2011, riempiremo di nuovo tutte le periferie. Basti dire che in quel paese sono 2 milioni i rom.

Questo è l’effetto che si debbono aspettare i tanti buonisti, i cattolici di sinistra e quei magistrati, che pur non rispondendo ai cittadini visto che non vengono eletti, impongono simili diktat al Comune. Alla faccia dei milanesi che lavorano e fanno i sacrifici per comprarsi una casa”

Ci preme però fare una precisazione: quelle 25 case non fanno parte degli alloggi assegnabili in seguito a regolare domanda, ma sono state assegnate dal Comune alle associazioni perchè le destinassero a chi ha bisogno.

L’affitto delle case è a carico delle associazioni (in media pagano 20 euro ad alloggio). Non si tratta di un favore che Aler fa ai rom: è la legge regionale 27/2007 “a stabilire queste cifre per i cittadini che si trovano in una situazione di forte criticità sociale”.

E in questo caso i cittadini che si trovano in una situazione di emergenza sono ROM.

Eccolo il problema, non la legittimità o meno dell’assegnazione.

Vedere queste sceneggiate in un periodo in cui si dovrebbe pensare a chi è meno fortunato di noi sono disgustose. Messe in atto poi da chi lancia anatemi a destra e sinistra in nome della cristianità. Anche sotto Natale Milano si dimostra ancora una volta per quello che realmente è.

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