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Milano dà una sede a Forza Nuova, ma non a chi si batte contro il racket: lo sfogo di Frediano Manzi

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Non si placano le polemiche intorno alla nuova sede di Forza Nuova. Il movimento infatti, dopo aver partecipato al bando per l’assegnazione, ha ottenuto dall’Aler uno stabile in Corso Buenos Aires.

Il portavoce di Forza Nuova, Marco Mantovani, aveva dichiarato:

“Al contrario di altri noi non abbiamo l’abitudine di occupare illegalmente gli spazi”

Il candidato sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia aveva invece ribattuto:

“Nascondersi dietro al fatto che Fn abbia regolarmente partecipato al bando non attenua le responsabilità politiche dell’amministrazione comunale.

Il fascismo è anticostituzionale e Fn offende la memoria di chi è caduto per la libertà del nostro paese. Tutto ciò è ancor più scandaloso se si pensa che accade a Milano, città medaglia d’oro alla Resistenza”

Anche Frediano Manzi ha fatto sentire la sua voce: infatti sono anni che chiede una sede al Comune per l’associazione Sos Racket e Usura senza risultato.

Scrive Frediano sul suo blog:

“Grazie Sindaco. La sua decisione darà ancora più lustro alla città.

Ma, signor sindaco Mazza di Scopa (definizione di Vittorio Sgarbi), esiste anche un’altra Milano che Lei non conosce. E’ quella delle periferie, dove Lei dice di aggirarsi di notte travestita per non farsi riconoscere, dove la criminalità imperversa, dove migliaia di onesti cittadini vivono ostaggio di delinquenti, boss e spacciatori. Dove, dopo trent’anni di assenza colpevole delle istituzioni e della politica, una piccola associazione come la nostra ha smascherato il racket degli alloggi.

C’era una grandissima urgenza che Lei autorizzasse l’apertura della casa da gioco d’azzardo di piazza Diaz, in una città dove ogni anno 20mila persone finiscono in mano agli usurai. Dove, in via Piero della Francesca, ad ovest della città, c’è il ristorante di un boss della ‘ndrangheta, il latitante Vincenzo Mandalari, capo della cosca di Bollate. O dove i boss mafiosi della famiglia Famà tuttora assegnano gli alloggi popolari del quartiere Corvetto dietro compenso di denaro, sostituendosi all’Aler, l’Istituto milanese delle case popolari.

Avevamo bisogno anche di una sede per i neofascisti e perché no, diamola anche ai Lupi Grigi turchi ed alle Tigri di Arkan, magari in Piazzale Loreto.

Ma per favore non diamola all’associazione antiracket, quella proprio non se la merita. Perché assegnarla? La mafia a Milano non esiste, non c’è bisogno neppure della commissione d’inchiesta Antimafia. Lo dice anche il Prefetto, quindici giorni esatti dopo l’arresto in via Marghera di Gaetano Fidanzati.

Quindi perché assegnare una sede all’antiracket? A cosa serve la presenza dell’antimafia dove essa non c’è?
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