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Area ex Sisas di Pioltello: l'Italia sarà rinviata davanti alla Corte di giustizia Ue

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La Commissione europea ha deciso di rinviare l’Italia davanti alla Corte di giustizia europea per la mancata applicazione di una sentenza del 2004 riguardante le discariche presenti nei cantieri di proprietà della ex Sisas e contenenti rifiuti industriali (fonte immagine).

L’esecutivo europeo, come riporta il Corriere, ha affermato che:

“Le suddette discariche contengono rifiuti pericolosi e costituiscono una minaccia per l’aria e le acque locali […] la Commissione sta rinviando a giudizio l’Italia e chiederà il pagamento di sanzioni pecuniarie”

In soldoni tocca a noi cittadini pagare per i pasticci combinati da qualcun altro. A 6 anni dalla sentenza infatti soltanto una delle discariche è stata ripulita.

L’area ex Sisas contiene attualmente circa 280 mila tonnellate di rifiuti industriali ancora da smaltire, presenti nelle vasche A e B.

La bonifica della vasca C, ritenuta più pericolosa, è stata conclusa nel giugno 2009. Sono state asportate circa 35 mila tonnellate di scorie.

Continua il quotidiano:

“La bonifica, frutto di un accordo di programma sottoscritto nel 2007 da Ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia e i Comuni di Rodano e Pioltello, è stata gestita fino a giugno di quest’anno dalla ‘Tr Estate 2’, società che faceva capo a Giuseppe Grossi, l’imprenditore arrestato nell’ambito dell’inchiesta Montecity-Santa Giulia.

Poi, dopo la richiesta della società stessa di uscire dall’accordo di programma, il commissario straordinario per la bonifica ex Sisas Luigi Pelaggi, nominato in aprile dal Governo, ha avviato una procedura per individuare un nuovo soggetto incaricato di concludere l’operazione. Gara che è stata aggiudicata alla società ‘Daneco’, che da settembre ha avviato i lavori di bonifica”

I lavori dovrebbero terminare entro marzo 2011, ma siccome “risulta evidente che la sentenza della Corte non è stata applicata, la Commissione ha deciso di sottoporre di nuovo il caso alla Corte di giustizia europea”.

Le sanzioni pecuniarie chieste dalla commissione alla Corte contro l’Italia consistono

“in un’ammenda giornaliera di 195.840 euro a decorrere dalla data della seconda sentenza della Corte fino all’avvenuta applicazione della decisione, più una somma forfettaria che è pari a 21.420 euro per ogni giorno trascorso dalla data della prima sentenza della Corte (2004) fino alla seconda”

Se i giudici condannassero l’Italia ci toccherà quindi pagare una multa salatissima.

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