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Expo 2015, mentre Milano bisticcia tra poltrone, terreni e abbandoni torna alla carica Smirne

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UPDATE! 3 settembre
La Moratti ha parlato di voci prive di fondamento.

Sta facendo tremare tutti i palazzi cittadini l'articolo uscito ieri su ItaliaOggi e titolato "Expo Milano addio, spunta Smirne": secondo il quotidiano economico la città turca sarebbe pronta a subentrare a Milano per l'organizzazione dell'evento in cambio di accordi economici tra le due città e tra Italia e Turchia.

Il consigliere regionale del Pd Franco Mirabelli ha subito chiesto lumi al sindaco e al governatore della Regione:

"Le indiscrezioni contenute nell'articolo di Italia Oggi su Expo secondo cui sarebbe in corso una discussione che potrebbe portare alla rinuncia di Milano ad organizzare l'esposizione internazionale ci preoccupano molto e attendiamo una pronta smentita da parte del sindaco Moratti e del presidente Formigoni. Solo pochi giorni fa il viceministro Castelli ha sostenuto la necessità di ridimensionare il progetto iniziale, seguito il giorno seguente dal presidente della provincia di Milano, Guido Podestà.

Inoltre non è ancora stato sciolto il problema dell'acquisizione delle aree perché gli enti preposti continuano a perseguire strade impraticabili"

Non che Milano abbia sempre fatto tutto il possibile per tenersei Expo.

Dopo i litigi legati alle poltrone che hanno bloccato l'avvio dei lavori per mesi e mesi ci ritroviamo ancora qui, con le opere ferme o appena avviate, con i dubbi sui fondi e con la nebulosa vicenda dei terreni ancora aperta.

Potrebbe poi esserci presto un nuovo colpo basso per l'evento del 2015.

IlFattoQuotidiano parla infatti di un "fuggi fuggi generale":

"Angelo Provasoli sta valutando la possibilità di lasciare l'incarico di presidente del collegio dei sindaci di Expo 2015 Spa. Mentre dal consiglio di amministrazione potrebbe dimettersi Leonardo Carioni, consigliere nominato dal ministero del tesoro, socio di maggioranza con il 40% […] Ma per lasciare il cda Carioni ha bisogno del via libera del ministro dell'economia e di Umberto Bossi.

Nessuno dei due intende accordargli il permesso. Al momento. Certo è che se la barca andrà inesorabilmente verso il fondo, Carioni non accetterà di certo di andare a picco per i fallimenti altrui"

Poco importa adesso che siano stati fatti accordi di cooperazione con decine di Paesi nel mondo se l'evento a Milano non si farà più.

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