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Centri massaggi cinesi a Milano, è boom: ma non in tutti ci sono prostitute

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Ci sono due cose a cui gli italiani non sanno proprio rinunciare, anche se in tempi di magra: il benessere comprensivo di wellness, fitness, trattamenti estetici e il sesso a pagamento.

Ma se l'abbonamento in palestra e una seduta di massaggio sono legali, non si può dire lo stesso per le prostitute.

Spesso i nostri – orrore! – uomini si ritrovano a dover scegliere la prescelta su una strada, rischiando multe e segnalazioni, dovendo ad ogni 'uscita', consultare segretamente la gettonatissima mappa delle prostitute e sfornare una scusa plausibile.

Dura la vita del frequentatore abituale di prostitute, soprattutto se messo alle strette dalla compagna che, insospettita dalla sua pancia strabordante, inizia a temere che dietro le cinque partite di calcetto settimanali ci sia ben altro…

Molto più comodo fruire di un 'massaggio particolare' – qualcuno direbbe "una ripassatina " – rilassante e sessualmente appagante, meglio se in pausa pranzo o prima di immergersi nel traffico cittadino e far ritorno dalla mogliettina.

Questo ironico – ma non inverosimile – quadretto potrebbe spiegare il boom dei centri massaggi cinesi che – informa il Corriere – sorgerebbero nella nostra città al ritmo di due ogni due giorni.

A Milano ce ne sono 368, molti dei quali, circa un centinaio, sono stati aperti tra gennaio e luglio 2010.

Il vice sindaco Riccardo De Corato che non perde tempo per scagliarsi contro il nemico straniero ha dichiarato:

"Questi luoghi stanno avendo un anomalo boom grazie soprattutto a cinesi. Su questa proliferazione aleggia il sospetto che si tratti di investimenti non sempre puliti. Spesso poi questi locali sono anche il paravento di attività di prostituzione".

Forse, però, non è chiaro a De Corato che i clienti delle massaggiatrici in questione sono soprattutto italiani e che anzi – come testimonia il servizio effettuato da Le Iene lo scorso febbraio (qui il video) – non se ne parla proprio di 'massaggiare' connazionali perché risulterebbe compromettente.

Resta quindi fuori discussione il fatto che fino a che ci saranno clienti, ci saranno prostitute, che siano ospitate in discutibili centri massaggi o in lussuosissimi centri benessere.

Tuttavia, non possiamo negare che i controlli vadano effettuati e che l'illegalità vada perseguita indiscriminatamente, anche per distinguere chi in quei centri lavora veramente come massaggiatrice e senza alcun 'extra' da chi invece, per sua volontà o peggio ancora perché sfruttata, si concede al cliente di turno.

Come porre freno al fenomeno allora?

Secondo Palazzo Marino con il 'coprifuoco' che per De Corato rimane un antidoto efficace contro l'illegalità:

"Nella totale deregulation e in assenza di una normativa che disciplini il settore, in alcune aree critiche il Comune ha imposto con le ordinanze la chiusura anticipata alle 20, punendo le violazioni con 450 euro di multa. Finora sono una quindicina le attività di questo tipo già sanzionate". 

Frequentatori dei suddetti centri massaggi, niente panico: fino alle 20 tutto è concesso!

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