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Cani dall’est a Milano spesso maltrattati

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Cagnolini

Sono molti gli italiani che amano gli animali e tra i vari modi per avere un cane oltre alla possibilità di recarsi in un allenamento dove solitamente è possibile scegliere la razza che si preferisce si può anche andare in un canile dove si ha anche la possibilità di aiutare cani che sono stati abbandonati e che sono quindi più bisognosi di ricevere affetto.

Sempre più spesso, però, alcuni malintenzionati fanno arrivare gli animali dall’est dell’Europa e il loro trasporto si trasforma in un vero e proprio traffico erregolare dove a farne le spese sono proprio questi cagnolini che spesso subiscono violenze e maltrattamenti. In questi giorni, infatti, le forze dell’ordine stanno svolgendo delle indagini per cercare di individuare i colpevoli che avrebbero coordinato l’arrivo in Italia di cuccioli di poche settimane che sono stati costretti a viaggi lunghissimi e di grande sofferenza per loro a causa delle botte inflitte a loro e delle piccole gabbie in cui erano stati posizionati.

Al momento gli indagati sono nove e tra i colpevoli ci sono addirittura due veterinari che si sono occupati di somministrare agli animali dei farmaci illeciti e di iscriverli all’anagrafe canina, operazione fatta per poterli fare viaggiare e cercare di evitare i controlli.

Anche due titolari di un negozio di animali di via Padova vedono la loro posizione sempre pià a rischio che invece gestivano il passaggio dei cuccioli in un allevamento di Torino, un altro “luogo dell’orrore” per le bestiole che venivano vaccinate in modo irregolari e in alcuni casi anche picchiati.

Lo scopo era quello di raggirare anche gli amanti degli animali che avrebbero scelto di prenderli con sè perchè venivano compilati dei falsi certificati in cui si certificava che i cani erano in buone condizioni di salute, mentre presto si sarebbero inevitabilmente sentiti male. Spetterà quindi ora ai giudici stabilire le condanne per accuse che sono decisamente gravi e sono in molti ad augurarsi che non ci siano sconti.

Immagine tratta dal sito www.newstech.org

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