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Marracash, "Fino a qui tutto bene": lezioni di vita dai tavolini del Berlin Cafè, la nostra intervista

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Il nuovo disco di Marracash parte da una citazione di un film di Mathieu Kassovitz, "La Haine (L'odio)":

"Ehy Vins, la conosci la storia del tizio che cade da un palazzo di cinquanta piani, e a ogni piano, per farsi coraggio, si ripete: fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene? […] Sembriamo noi e lo sprofondo dove siamo: fino a qui tutto bene.

Ma il problema non è la caduta, è l'atterraggio"

Il nuovo lavoro si intitola appunto "Fino a qui tutto bene" e il rapper, a distanza di due anni dall'omonimo disco d'oro, torna a raccontare la realtà che lo circonda. Dal suo giro di amicizie alla vita quotidiana di una città come Milano – e in generale di un Paese come l'Italia – che purtroppo lascia pochissimo spazio ai giovani.

Il cantore della Barona regala pezzi al vetriolo, che mettono la realtà così com'è, nuda e cruda, davanti all'ascoltatore.

Una parola dietro l'altra, una frecciata dietro l'altra, riesce a toccare con semplicità le corde più profonde di chi gli sta di fronte.

In fondo si può vivere con semplicità, ritrovandosi al Berlin Cafè per bere qualcosa con gli amici senza darsi appuntamento, senza rincorrere per forza i falsi ideali che imperano nella società moderna.

Vi proponiamo qui sotto la nostra graffiante videointervista.

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