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Tutta colpa di Don Vito Corleone e Tano Cariddi: Carlo Antonio Chiriaco 'giocava' a fare il boss

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Che abbia ragione il premier? I film di mafia fanno proprio male, dalla Piovra al Padrino passando per i Soprano. Ma non all' "immagine dell'Italia", come suggerito dal nostro premier, bensì alle menti dei direttori delle Asl e nello specifico a quella di Carlo Antonio Chiriaco.

Chiriaco infatti, arrestato nel corso del maxi blitz contro la 'ndrangheta di qualche giorno fa, ha detto di essere rimasto talmente – "morbosamente" ha detto – affascinato dai mafiosi cinematografici "da farsi credere dagli altri un malavitoso della 'ndrangheta, per vedere poi l'effetto che fa in chi ascolta". Sembra che la difesa sia intenzionata a portare come prova persino una perizia psicologica per dimostrarlo.

Insomma, come scrive anche Aldo Grasso, è "tutta colpa della tv".

Per quanto riguarda invece Neri e Barranca Chiriaco ha detto di "ignorare che fossero mafiosi". Intanto però ci si chiede, come suggerisce IlCorriere

"come l'amministrazione pubblica abbia potuto nominare direttore sanitario dell'Asl di Pavia (budget annuale di 780 milioni di euro per 530mila cittadini) una persona condannata il 26 aprile 2007 per esercizio abusivo di professione sanitaria in relazione alla gestione del suo studio professionale odontoiatrico. O che nel 1995, in concorso con l'esponente di 'ndrangheta Fortunato Valle, si era visto infliggere 2 anni e 2 mesi per una estorsione del 1991 quand'era già direttore di presidio presso il Policlinico S.

Matteo di Pavia: condanna poi due volte rimbalzata tra conferme e annullamenti in Cassazione, fino a essere cancellata dalla prescrizione nel terzo processo d'Appello il 4 maggio 2007. E proprio la voce di Chiriaco, intercettata, ha raccontato ora agli inquirenti un retroscena di quel processo, e cioè—scrivono i giudici — «gli stratagemmi adottati, fino a preparare prove false, per uscire indenne»"

I soliti misteri (retorici) italiani.

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