×

'Ndrangheta, blitz senza precedenti con 300 arresti in tutta Italia: coinvolto anche il direttore della Asl di Pavia (seconda parte)

Condividi su Facebook

SECONDA PARTE – Dopo l'omicidio Novella viene nominato, come referente tra 'ndrangheta del Nord e del Sud Giuseppe Neri, detto anche Pino. La scia di sangue si allunga. Leggiamo su MelitoOnline che il 27 settembre del 2009, nella zona di Legnano, viene ucciso Cataldo Aloisio, originario di Cirò Marina.

Alosio era genero di Giuseppe Farao e il suo cadavere è stato ritrovato vicino all'ingresso del cimitero di San Giorgio sul Legnano. Proprio lì è stato sepolto Carmelo Novella.

Dalle carte giudiziarie dell'indagine che ha portato oggi a oltre 300 arresti in tutta Italia emergono inquietanti rapporti delle cosche con un consigliere regionale (ed ex sottosegretario) e con il direttore dell'Asl di Pavia Carlo Chiriaco su cui torneremo più avanti.

In manette sono finiti decine di padrini, tra cui i fratelli Mandalari di Bollate, Cosimo Barranca di Seveso e Giuseppe Neri che gestivano "La Lombardia".

La cupola portava avanti il progetto scissionista di Novella. Per portare un po' di pace tra 'ndrangheta del Sud e del Nord il 31 ottobre del 2009 nel centro anziani di Paderno Dugnano intitolato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino si è tenuta una maxiriunione. Di questo meeting di 'ndrangheta c'è un filmato (qui sopra un fotogramma tratto da Repubblica), e si vede chiaramente il momento dell'elezioni di Pasquale Zappia, originario di Platì, a "mastrogenerale".

Tra l'altro anche la cosca Papalia e Barbaro sono originarie di Platì.

Che il meeting si sia tenuto proprio in un centro intitolato ai due giudici uccisi è un vero e proprio oltraggio. Inoltre vi facciamo notare che le riprese, se fosse stato in vigore il ddl intercettazioni, non sarabbero state possibili.

Ecco cosa si sono detti i convitati. 

Pino Neri:

"Io vi saluto a tutti e vi dico che sono contento che ci siamo trovati qua stasera, perché se siamo qui è perché tutti ci teniamo allo stesso scopo.

Questo è un chiarimento che voglio fare e tutte le parti hanno stabilito patti e prescrizioni che valgono non solo per la Lombardia, ma pure per tutti. Noi dobbiamo pensare a cogghimu e non a dividere (raccogliere, riunire, sistemare)"

Vincenzo Mandalari:

"L'armonia e questa e bisogna scegliere un uomo che ci rappresenta tutti"

Pino Neri: 

"Io direi che per quanto mi riguarda darei il voto a Pasquale Zappia"

Oltre alla ripresa dell'incontro della cupola a Paderno Dugnano sono stati realizzati altri filmati.

Senza l'aiuto di pentiti, sono stati documentati circa quaranta incontri.

Nel complesso questa importantissima inchiesta, ribattezzata "Il Crimine", segna un importante spartiacque. La 'ndrangheta sinora non era mai stata considerata come una struttura unitaria come Cosa Nostra.

In totale sono emersi i tre mandamenti della 'ndrangheta in Calabria, un organo di vertice, e "La Lombardia", la federazione dei gruppi che operano al nord.

E, sottolineiamo, "La Lombardia" voleva mettere le mani, dopo aver infiltrato i suoi uomini in ambienti chiave come sanità e trasporti, anche sull'Expo. Leggiamo su Repubblica che non ci sono riusciti per il fallimento della Perego general contractor srl, una ditta dove Salvatore Strangio (della famiglia Pelle) operava. La Perego favoriva "numerose imprese controllate dagli affiliati lombardi": ne sono stati individuati 160, ma i boss si sono detti "che hanno circa 500 unità".

Nel corso degli anni l'organizzazione criminale si è trasformata: dalle azioni criminose insomma si è passati all'imprenditoria (come avevano già raccontato alcuni libri di cui vi avevamo parlato come "Mafia Export" e "A Milano comanda la 'ndrangheta").

I procuratori Boccassini e Pignatone si sono convinti che l'ultima "azione tradizionale" dei clan sia stato il sequestro di Alessandra Sgarella, rapita nel dicembre del 1997.

QUI LA PRIMA PARTE DELLO SPECIALE SULLA 'NDRANGHETA IN LOMBARDIA

TERZA PARTE

QUARTA PARTE

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Leggi anche