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Scontri tra gli operai della Mangiarotti e la polizia; quelli della Carlo Colombo scendono dal tetto

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Questa mattina davanti alla Prefettura il corteo degli operai della Mangiarotti Nuclear che stavano protestando è stato caricato dagli agenti in tenuta antisommossa e cinque lavoratori sono rimasti feriti. Un episodio molto inquietante che avviene il giorno dopo le manganellate ai cittadini de L'Aquila che stavano protestando a Roma.

Un delegato Fiom della Rsu dello stabilimento milanese ha denunciato l'episodio, ma fonti della Questura smentiscono le cariche e parlano di "azioni di contenimento" perchè i manifestanti non si sarebbero fermati nel punto prestabilito.

Ne ha parlato anche Luciano Muhlbauer sul suo blog.

Rosario Schiettini della Fiom ha spiegato:

"Il percorso del corteo era stato autorizzato, ma all'imbocco di corso Monforte uno schieramento di forze dell'ordine ci ha impedito di arrivare fino al portone della Prefettura.

Sono partite le cariche e cinque operai sono stati colpiti dalle manganellate: uno di loro è stato portato via in ambulanza".

Un'azione "di contenimento" un po' troppo violenta se cinque persone sono state ferite. Dopo gli scontri una delegazione di rappresentati sindacali è riuscita a ottenere un'udienza in Prefettura. Gli operai della Mangiarotti sono in presidio dal 21 dicembre scorso. 

Invece arriva una buona notizia per quanto riguarda gli operai della Carlo Colombo di Agrate, che han dovuto rischiare la vita in cima al tetto della fabbrica per 21 giorni per essere ascoltati.

Come riporta IlGiorno i 59 operai dell'azienda non avranno subito il posto che la proprietà aveva promesso due anni fa, ma un anno in più di cassa integrazione (in deroga) dopo i due ministeriali che scadono a fine dicembre e l'integrazione dell'indennità.

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